[380]. Habituri perpetuam tranquillitatem et pacem, ac illam tutissimam et delectabilem libertatem, qua cæteri speciales Ecclesiæ filii feliciter et firmiter sunt muniti.
[381]. «Dava uno colpo allo cerchio, e n’autro allo tompagno». Matteo Spinelli di Giovenazzo, Diurnali, § 3.
[382]. Regesta Innocentii IV, lib. 12, N. 284, 337. Vedi pure Nicola de Jamsilla, pag. 500, 536; Saba Malaspina, Hist., lib. II. cap. 22 nei Rer. It. Scrip., VIII.
[383]. Mattia Paris, pag. 868.
[384]. Dato da Wasserburg il 20 aprile 1255. Trovasi nell’archivio de’ Frari, allegato da Manfredi in un trattato coi Veneziani.
[385]. «Spesso la notte usciva per Barletta cantando strambotti e canzoni, ed ivi pigliando il fresco, e con esso ivano due musici siciliani che erano grandi romanzatori». Spinelli.
Contemporanei sono pure l’Anonimo di Taranto, Ricordano Malaspini, Inveges, e di poco posteriori Dante e Giovan Villani, che raccontano o accennano questi fatti.
[386]. «Lo papa e la gente de lo Reame non averieno comportato di fare chiù signoriare la natione tudisca». Spinelli.
[387]. «Subito fece conoscere ch’era d’autro stomaco che papa Alessandro». Spinelli.
[388]. Malaspina, lib. II. cap. 6.