[116]. Nelle commissioni che la repubblica di Genova dava il 1175 al Grimaldi per un trattato coll’imperatore di Costantinopoli, leggiamo: Item pro opere nostre matris ecclesie pulchra et laudabili fabricacione ad honorem Dei et gloriosi martiris beati Laurentii.... petite a sanctitate imperiali XM perperorum et annuatim postmodum quod conveniens videatur, donec opus Deo auctore, compleatur. Ap. Sauli, Col. di Galata.

La basilica dì Bologna fa eretta, come dice l’editto 31 gennajo 1390, cupientes statum popularem et felicissimam libertatem hujus almæ civitatis, Deo propitio, in æternum propagari, ut inexorabile jugum durissimæ servitutis nos et posteri nostri propensius evitemus, quod profecto acerbius foret propter amœnam degustationem floridæ libertatis, quam ipse Deus nobis contulit.

[117]. Di edifizj gotici, nelle diverse gradazioni di questo stile, in Sicilia, si hanno in Palermo la Matrice 1169, la Martorana 1139, la Cappella palatina 1130, San Cataldo 1161, San Salvadore 1198, la cattedrale di Catania 1170, il duomo di Monreale 1186, la cattedrale di Cefalù 1131; a Roma Santo Spirito in Saxia 1198, San Giovanni e Paolo, Sant’Antonio abate, Santa Pudenziana 1130, Santa Maria Transtevere 1139. Inoltre San Nicolò di Bari 1197; la cattedrale di San Leo 1173; quella di Ferrara 1135; la torre della Garisenda a Bologna 1110; Fonte Branda a Siena 1193, e il duomo di questa città 1180; a Pistoja San Salvadore 1150, Sant’Andrea 1166, la facciata di San Bartolomeo 1167 e di San Giovanni; a Pisa Sant’Andrea 1110, la torre inclinata 1174, il battistero 1153, San Matteo 1125. A Genova si comincia San Lorenzo 1199; a Piacenza la cattedrale 1117; a Parma il battistero 1196; a Padova Santa Sofia verso il 1200, e il battistero nel 1167; a Cremona la cattedrale nel 1107; presso Milano la chiesa di Chiaravalle 1135; a Bergamo Santa Maria Maggiore 1134, e là vicino San Tommaso di Almenno 1100. Poi nel secolo XIII Santa Maria del Fiore a Firenze 1298; San Francesco d’Assisi 1226; a Padova il Santo 1231; a Roma la Minerva 1280; a Siena la facciata del duomo 1284; il duomo d’Orvieto 1290; d’Arezzo 1256; il camposanto di Pisa 1278, e Santa Maria della Spina 1230; Santa Maria Novella 1279, e Santa Croce 1294 a Firenze; a Napoli il duomo 1280; il battistero di Bergamo 1275; il campanile di Cremona 1284; a Milano Sant’Eustorgio 1278, San Marco 1254, la piazza dei Mercanti 1233; a Venezia i Frari e San Giovanni e Paolo 1246; la cattedrale di Vicenza 1260; ad Arezzo Santa Maria dei Servi 1286, Santa Margherita da Cortona 1297; Or San Michele 1284, la Santissima Trinità 1250, e il palazzo vecchio a Firenze; la facciata di San Lorenzo a Genova 1260; Santa Maria del Popolo a Roma 1277. Al XIV secolo appartengono Santa Anastasia, il duomo di Verona e San Pietro martire, San Fermo Maggiore; a Pavia il Carmine 1373; a Venezia il campanile dei Frari 1361, Santo Stefano 1325, il palazzo ducale 1350; a Firenze, oltre i restauri d’Or San Michele e le cappelle della Madonna 1348 e di Sant’Anna 1349, la loggia dei Lanzi 1355, la Certosa 1314; San Martino di Lucca restaurato 1308; San Martino di Pisa 1332; il campanile di Pistoja 1301; il duomo di Prato 1312; quel di Perugia 1300; il palazzo Pepoli a Bologna 1344; Santa Chiara di Napoli 1328.

[118]. Vedi marchese Ferdinando Canonici, Studj sulla cattedrale di Ferrara, Venezia 1845.

[119]. Fu primamente pubblicato dal Del Migliore nella Firenze Illustrata 1684, e se anche non è autentico, fu pensato e scritto di quei tempi.

Ecco la cronologia di Santa Maria del Fiore:

1294.Si decreta il rinnovamento dell’antica chiesa di S. Riparata.
1296.È benedetta la prima pietra, e l’iscrizione dice:
Annis millenis, centum, bis octo nogenis
Venit legatus Roma bonitate donatus,
Qui lapidem fixit fundo simul et benedixit, etc.
1334.Giotto è nominato architetto; si comincia il campanile.
1350.Si ripiglia il lavoro, interrotto per la peste.
1364.Si fanno le volte.
1393.Si crea una balìa per provvedere a costruir la cupola.
1420.Brunelleschi è nominato architetto della cupola
1423.e di tutta la fabbrica.
1462.Si finisce la lanterna.
1474.Si mette la palla.
1547.Si fabbrica il coro di marmo.
1515.Si mette una facciata di legno.
1588.Si demolisce la parte antica della facciata giottesca.
1636.Se ne comincia una nuova, non mai compita.

Dicono che Arnolfo sotto l’edifizio aprisse grandi pozzi, acciocchè i gas elastici, sviluppati per azione del fuoco centrale, vi trovassero libera uscita; fatto notevole nella fisica d’allora.

[120]. Sono de’ più curiosi documenti dell’arte i sedici progetti della facciata, che stanno nella residenza della reverenda fabbrica, disegni originali de’ primarj architetti. Dove giova avvertire che i migliori maestri non palesarono per lo stile gotico quel disprezzo, che poi parve un indizio di buon gusto. Palladio, interrogato sulla facciata di San Petronio, voleva si conservasse il basamento, e s’acconciasse il restante all’aria generale dell’edifizio; e mostrò come di gotico sieno bellissime fabbriche per l’Italia. Sul fatto medesimo Pellegrino Tibaldi asserisce che «li precetti di essa architettura sono più ragionevoli di quello che altri pensa». Vedi molte delle lettere del vol. III del Carteggio d’artisti del Gaye, e singolarmente i numeri CCXCV, CCCXLIX, CCCLXXX. Principale attenzione merita il numero CCCCVIII, ove si discute sui modi di coprire San Petronio, alcuni volendo ridurlo secondo Vitruvio, altri mantenere la foggia tedesca.

[121]. Un’iscrizione (si noti che in molti edifizj già si trovano iscrizioni italiane) dice: El principio dil domo de Milano fu nell’anno 1386. È certo più moderna; e nel decreto 1387, 16 ottobre, leggesi: Ad utilitatem et debitum ordinem fabrica majoris ecclesiæ Mediolani, quæ de novo, Deo propitio et intercessione ejusdem Virginis gloriosæ, sub ejus vocabulo, JAM MULTIS RETRO TEMPORIBUS INITIATA EST, quae nunc, divina inspiratione et suo condigno favore, fabricatur, et ejus gratia mediante, feliciter perficietur.