[71]. Gian Galeazzo domandò che il giubileo potesse acquistarsi da’ suoi sudditi senza andare a Roma, ma visitando quattro basiliche di Milano. Con ciò voleva ed evitare i pericoli causati dalla guerra coi Fiorentini, e tener in paese il denaro, e fare che le obbligazioni fruttassero per la fabbrica del duomo. Bonifazio IX gli assentì la supplica, e il Corio dice che «se anche non fosse contrito nè confesso, fosse assoluto da ogni peccato in questa città dimorando dieci giorni continui». Menzogna, poichè la bolla data il 12 febbrajo 1391 vuole che sieno vere pœnitentes et confessi.
[72]. Così il dipinge l’anonimo romano. Antonio Flaminio forocorneliense dice che aveano veste bianca, sopra cui una cerulea tirante al nero, una croce bianca, e una rossa di panno; a sinistra la colomba coll’ulivo, in fronte il tau, in mano bastone senza puntale a modo dei pellegrini; e funi con sette nodi.
[73]. Su quelli di Firenze abbiamo un capitolo di Franco Sacchetti. Nei Ricordi storici del Rinuccini, al luglio e agosto 1399 leggo: «Di verso Piemonte venendo, per tutta Lombardia e per Toscana e quasi per tutta Italia uomini e donne in grandissima quantità, grandi e piccoli e fanciulli, si vestirono di pannilini bianchi sopra gli altri vestimenti, con croce rossa in capo e nel petto, e andavano scalzi con grande divozione e grandissime discipline e digiuni senza mangiare carne, col crocifisso innanzi della loro parrocchia a grandissime brigate. Tutti i popoli andavano gridando in voci di laudi in versi, così in grammatica come in vulgare, Misericordia e pace al nostro Signore e a nostra Donna, per lo spazio di nove giorni continovi, senza mai dormire in letto, andando quegli da Firenze a Arezzo e a Cortona e per molte altre terre; e così le altre terre veniano a Firenze, e così intervenne per tutta Italia. È mirabil cosa che per detto viaggio non facevano danno a nessuno di frutti nè di niuna altra cosa, che tutti comperavano, e molte paci e accordi tra molte signorie, ed eziandio paci di morte d’uomini tra private persone si feciono: cosa mirabile fu per certo e degna di perpetua memoria, e fu annunziazione della moria che venne, e fu detto quell’anno l’anno dei Bianchi».
[74]. Chron. patav. ad an. 1399; ap. Muratori, Antiq. M. Æ. IV.
[75]. Gregorio XI nel 1372 ordina inquisitoribus, ut faciant comburi quosdam libros sermonum haereticorum, pro majori parte in vulgari scriptos.
[76]. Raynaldi al 1375, II. 26.
[77]. Enea Silvio descrive a lungo quella di Giovanni de Merlo spagnuolo con Erminio di Ramstein tedesco, per un colpo di lancia, tre di scure, quaranta di spada.
[78]. Articulos omnia peccata mortalia, nec non infinita, abominabilia continentes. Teodorico da Niem.
[79]. Alquanti anni di poi si riscattò, e fu posto cardinale di Frascati. Il suo sepolcro nel battistero di Firenze è opera di Donatello.
[80]. Nel concilio di Costanza seguì un rumore fra l’arcivescovo di Milano e quello di Pisa, e dalle parole ne vennero alle mani, volendosi strangolare l’un l’altro perchè non avevano armi. Onde molti si gittarono giù per le finestre del concilio. Sanuto in T. Mocenigo. A quel concilio figurò grandemente il b. Enrico Scarampo de’ signori di Cortemiglia, vescovo di Acqui, poi di Feltre e Belluno 1404-1440, deputato anche al processo di Huss.