[237]. Nel 1233 i frati Minori di Spagna aveano scomunicato i mercanti genovesi perchè portavano merci agli infedeli. Gregorio IX ne li rimprovera, cum non sit precipitanda excommunicationis sententia, sed preambula discretione ferenda; e vuole non s’abbiano a considerare scomunicati se non quelli che portano ai Saracini ferro, legnami ed altre munizioni contro i Cristiani; solo in tempo di guerra s’ha a negar ad essi ogni cosa. Liber jurium, I. 930.

[238]. Storia fiorentina, lib. III. c. 80.

[239]. Cibrario, Economia politica del medioevo, pag. 82. — Fin ai tempi di Giovanni da Uzzano, cioè del 1440, un corriere di commercio impiegava

da Genovaad Avignone7in8giornate
»a Parigi18in22»
da Firenzea Milano10in12»
»a Roma5in6»
»a Napoli11in12»
»a Parigi20in23»
»a Genova5in6»
»a Londra25in30»

[240]. L’albinaggio durò fin a jeri, e in qualche paese non è tolto interamente. Al 2 agosto 1817 l’abolirono fra loro la Toscana e Parma; al 5 gennajo 1818 e 12 gennajo 1836 essa Toscana colla Sardegna; al 3 maggio 1816 colle Due Sicilie, colla Svezia e Norvegia; poi nel luglio 1821 con Lucca, nell’aprile 1829 colla Prussia, nell’aprile 1848 col Belgio; ecc.; al 10 luglio e 5 agosto 1854 la Sardegna col granducato di Baden.

[241]. Nova consuetudo de statutis et consuetudinibus contra Ecclesiæ libertatem editis, tollendis.

Le costituzioni di Sicilia del 1231 comminavano pene contro chi togliesse le robe dei naufraghi, e condannavano a restituire: pure Carlo d’Angiò confiscò le navi de’ Crociati naufragate nel 1270. Corradino suo competitore, in un trattato del 1268 con Siena, rinunziava al diritto di naufragio. Uno statuto a Venezia del 1232 proibiva di porre le mani sui naufraghi di qualunque nazione fossero, e puniva chi non restituisse entro tre giorni: ciò non pertanto questa medesima repubblica fece un trattato con san Luigi nel 1268 per abolire il diritto di naufragio nei due Stati; e nel 1454 i magistrati di Barcellona erano ancora costretti a negoziare con quei di Venezia per ottenere lo stesso favore.

D’ugual passo andavano le cose in Oriente: la stessa inutile protezione delle leggi, la stessa usanza degli abitanti delle rive, la stessa necessità di esenzioni imperiali. Il capo 46 dell’Assisa dei cittadini del regno di Gerusalemme, attribuita al re Amalrico II montato in trono nel 1197, non apportò che incompiuto rimedio all’abuso, circoscrivendo la confisca ad una parte della nave naufragata. Se i Musulmani lo praticavano contro i Cristiani, e questi contro loro, era una conseguenza delle reciproche ostilità. Trattati del 1265, 82, 83, 85, 90... contengono scambievoli rinunzie.

[242]. Rodoano Papanticola di Genova riceve da Otton Bono fiorini quindici, pei quali dà in ipoteca una casa in Garignano: Locum de Galignano pignori; intrare, estimare facias, et nomine vendicionis possidere sine decreto et cetera; et si ibi defuerit, in aliis bonis meis adimpleatur. 16 giugno 1158, cartulario del notajo Giovanni Scriba, dov’è accennato un altro modo sommario, qual è l’andare in possesso senza formole giuridiche e sentenza: che trovasi pure altre volte. Ciò è più chiaro in un atto del 1º agosto anno stesso, ove Baldo Pulpo e sua moglie danno a Guglielmo Vento locum Vulturis (Voltri) pignori; et si ibi defuerit, alia bona nostra; et nisi sic observaverimus, tua auctoritate et sine decreto consulum et nostra contradictione in eis pro duplo intrare posse...; e la moglie rinunzia al senato-consulto Vellejano, al diritto d’ipoteca, alla legge Giulia dei poderi inestimati. Altrettanto si stipula il 7 novembre 1158. Vedi esso cartulario nei Monum. Hist. patriæ.

[243]. Buonaccorso Pitti fiorentino, dovendo avere mille fiorini dal conte di Savoja nel 1409, fece arrestare in Firenze Giovanni Marchiandi figlio del cancelliere di Savoja, nè lo rilasciò se non dopo ch’ebbe dato mallevadori. Nel 1393 Amedeo VIII di Savoja pagava milleottocento fiorini di un debito, pel quale si erano offerti di star prigionieri i tre più grandi baroni di Savoja; nel 1409 pagava un’indennità a Pietro Colombet, ch’era stato prigione per lui. Ap. Cibrario, pag. 403. Perciò gli uomini di Racconigi stipulavano con Manfredo marchese di Saluzzo al 12 dicembre 1198: Si ipse marchio aliquem hominem Racunisii in fidejussione ponere voluerit, et ipse intrare noluerit, non inde eum causare debeat. Monum. Hist. patriæ. Chart. II.