Janua cui patria est, nomen cui Bartholomæus

Columbus de terra rubra, opus edidit istud

Londiniis A. D. MCCCCLXXX atque insuper anno

Octavo, decimaque die cum tertia mensis

Februarii, Laudes Christo canentur abunde.

[338]. Quell’uffizietto sta nella libreria Corsini di Roma. — Di Colombo parlammo estesissimamente nella Storia universale e negli Italiani illustri, e forse non senza novità. È notevole che egli non accenna mai Marco Polo, sebbene si fondi continuamente sulle tradizioni di quello.

Nel 1670 Filippo re di Spagna donava alla repubblica genovese un codice in pergamena, foglio piccolo, legato in cordovano con mazzetto d’argento, e chiuso in una busta di cordovano con serratura d’argento. Era una raccolta fatta da Colombo stesso de’ proprj titoli a quella scoperta, e de’ privilegi venutigli; di cui fece fare due copie, spedendole a Nicolò Oderigo confidente suo, acciocchè le ponesse in luogo sicuro. Nelle ultime vicende di Genova andarono disperse. Una, portata a Parigi, fu ricuperata; l’altra si ritrovò nella biblioteca del conte Michelangelo Cambiaso, e il corpo dei Decurioni la comprò, e ne fece eseguire la traduzione dal padre Spotorno e la stampa, col titolo di Codice diplomatico Colombo-Americano, ossia raccolta di documenti originali e inediti, spettanti a Cristoforo Colombo, alla scoperta e al governo dell’America. 1822.

[339]. Ma Colombo dice precisamente che, al passare di un certo punto, cioè del meridiano magnetico, «come al passar d’una collina», l’ago, vôlto fin là a nord-est, piegava a nord-ovest.

[340]. Angelo M. Bandini, Vita di Amerigo Vespucci. Solo nel 1830, pei documenti pubblicati da Nugnes e Navarrete, si ebbe qualche certezza de’ costui fatti.

[341]. — Non erano passati molti anni che venne in Moscovia alla corte del suo principe un ambasciatore di papa Leone, nominato messer Paulo Centurioni genovese, sotto diversi pretesti; ma la principal ragione... era perchè il detto messer Paulo, avendo conceputo sdegno e odio grande contro Portoghesi, voleva vedere se poteva far aprire un viaggio per terra, che le spezierie venissero d’India per via dei Tartari e dal mar Caspio nella Moscovia». Ramusio, Disc. sopra li viaggi delle spezierie, vol. I. p. 374.