E puossi andar giù nell’altro emisperio

Però che al centro ogni cosa reprime,

Sì che la terra, per via di misterio,

Sospesa sta tra le stelle, sublime;

E laggiù son città, castella, imperio,

Ma nol cognobbon quelle genti prime;

Vedi che il Sol di camminar s’affretta

Dov’io ti dico che laggiù s’aspetta.

[336]. Già Strabone comprendea la possibilità della circumnavigazione, «e se l’estensione del mare Atlantico non ci facesse ostacolo, noi potremmo, persistendo sotto il medesimo parallelo, navigare dalla Spagna fino all’India». Geografia, lib. II. E Seneca (Quæstiones nat.), interrogandosi quanto vi sia dagli ultimi confini della Spagna fin all’India, risponde: — Lo spazio di pochissimi giorni, se il vento spiri in favore».

[337]. Nel 1488 Bartolomeo Colombo, fratello di Cristoforo, disegnatore di carte nautiche a Lisbona poi a Londra, donava a Enrico VII d’Inghilterra un mappamondo, che non ci è descritto particolarmente, ma dov’è questa rozza epigrafe: