Testimonj di questi progressi dalla pietra al bronzo poi al ferro non sono scarsi in Italia, massime nella settentrionale, in abitazioni lacustri dei laghi di Lombardia, in necropoli dell’Emilia, in capanne, in terramare; ma segnarne la successione e l’età comparativa è troppo difficile.
Accontentandoci di esaminare le popolazioni storiche, pare dimostrato che la stirpe Aria o Indo-europea, partendo dalle terre traversate dall’Oxo, di là del Caspio e della Scizia, venisse in Europa in quattro rami, il Celtico, il Germanico, il Greco italico o Pelasgo, il Lituano slavo. Forse trenta secoli avanti Cristo avvenne la prima emigrazione di Celti, quasi contemporanea a quella dei Pelasgi, che stabilitisi nell’Asia Minore e sull’Ellesponto, spinsero ramificazioni in Italia, dove occuparono le creste degli Appennini, respingendo gli Aborigeni, dei quali son forse avanzi gli Japigi della Messapia, gli Opsci, gli Ausonj della Lucania, e i Liguri, che pajono i più antichi abitatori, nell’età detta della pietra.
Dell’istesso ramo Ario erano gli Umbri e Latini, quelli di dominio più esteso, questi limitati al paese del basso Tevere.
Viene terza un’immigrazione greco-pelasgica dall’Arcadia, dalla Tessaglia, dall’Epiro, per mare sbarcando nell’Italia propriamente detta, ch’è la Calabria, denominata da Enotro e Peucezio, e alle foci del Po, dove fondarono Spina.
Cozzi dei sopraggiunti coi già stanziati agitarono quell’età pelasgica, in cui si venivano accostando e fondendo le varie genti; i Pelasgi dilatarono l’uso dei metalli: costruirono le mura ciclopiche.
Ma quattordici secoli avanti Cristo cominciò l’immigrazione pelasgo-tirenica dall’Asia Minore alle rive occidentali della penisola centrale, e comparve il nome di Etruschi; i quali è incerto se fossero ariani o semitici. Per chiarire questo dubbio e le altre congetture adopransi argomenti filosofici e altri fisici, che non sempre s’accordano: nè gli uni sono più decisivi degli altri. Gli antropologi dissentono fra loro fondamentalmente, e intanto raccolgono cranj delle varie genti, dalla loro conformazione volendo dedurne l’origine. Ma venendo al popolo su cui è maggiore la curiosità, convengono che gli Etruschi sono una mescolanza di gente più civile e men numerosa, cogli Italioti più numerosi e incolti.
I filologi rifiutano l’origine celtica degli Umbri, ascrivendoli al ramo ario-pelasgico, come i Siculi e i Liburni, affini cogli Japigi, de’ quali resta qualche iscrizione non ancora decifrata, ma che accenna all’Illiria.
Il padre, poi cardinale Tarquinj, fu l’ultimo a sostenere le origini semitiche e s’appoggiò a nomi geografici, quali
Apinnin
sommità, monti a catena.
Pisa
Pissa
, abbondanza.