Cariddi
Chor obdam
, antro pericoloso.
Zancle
Zalga
, falce.
Ascoli ripudia affatto il concetto del Tarquinj e dello Stickel: e così Giovanni Flechia, di cui è notevole la Grammatica storica comparata dei dialetti italiani.
Che gli Etruschi siano semitici è negato dallo studio delle arti loro non meno che dal linguaggio, sebbene pochissimo ancora conosciuto. Dovettero essi venir dall’Asia Minore per mare, non già dalle Alpi; dove trovansi bensì loro reliquie, ma che provano solo essersi anche colà esteso l’impero degli Etruschi, i quali andavano fin sul Baltico in cerca dell’ambra.
Le lingue dei tre popoli più antichi, Osci, Umbri, Etruschi, ben distinte fra loro, vennero assorbite o distrutte dal latino, ma dai pochi avanzi si accerta che nel linguaggio degli Osci o Sanniti non è traccia di semitico, ed è affine al latino arcaico. L’umbro si scosta dalle forme del Lazio, pure le sette tavole eugubine conducono a riconoscerlo d’origine comune coll’osco-romano, esclusa ogni derivazione nè semitica nè celtica.
Non così d’accordo si va per l’etrusco, pure nol si spiega con nessuna lingua semitica nè celtica: e i monumenti numerosissimi ma di pochissime parole e di nessuna importanza storica, malgrado le abbreviazioni, le scorrezioni, le alterazioni fonetiche, l’assicurano al ramo ariano.
Tali sono le induzioni ultime di Corssen, di Fabretti, di Conestabile.
CAPITOLO III.
Gli Etruschi.
La gente da cui i Pelasgi si trovarono incalzati, doveva esser quella che da sè chiamavasi dei Raseni, dai Greci fu detta dei Tirseni o Tirreni[44], e dai Romani degli Etruschi o Tuschi.