Chi erano essi?

ORIGINE DEGLI ETRUSCHI

Misteri succedono a misteri; e qui pure, invece di riposare sulla dimostrazione, siamo ridotti ad ipotesi, desunte dal carattere generale. Erodoto fa uscire gli Etruschi dalla Lidia, annestandone l’origine alle vicende degli Eraclidi. Ellanico, padre della storia greca, li vuole tutt’una cosa coi Pelasgi approdati a Spina. Dionigi d’Alicarnasso ripudia entrambe le opinioni, propendendo a quelli che li fanno indigeni d’Italia: ma la perdita dei libri ove espresso egli trattava degli Etruschi, ci sottrasse gli argomenti ai quali esso appoggiava. I moderni campeggiano coll’una e coll’altra credenza, niuno con prove trionfanti, ma al solito mescolando erudizione e fantasia, esame e passione, e non già mentendo il vero, ma dissimulando gli argomenti in contrario. Però quante assurdità, mascherate d’invenzione, si risparmierebbero se si sapesse che da tanto tempo furono e sostenute e confutate!

Gli uni dicono:—Tant’è vero ch’erano Greci, che consultavano l’oracolo di Delfo; usavano un ordine architettonico che è semplificazione del dorico; fabbricavano vasi identici coi greci per la materia, pel lavoro, pei soggetti, per le iscrizioni».—No (soggiungono altri), erano indubbiamente Pelasgi; e lo provano i numeri simbolici, le austere dottrine, l’essersi mantenuti in relazione con Mileto e Sibari, città joniche ed achee, sorelle dei Pelasgi, mentre avversavano a Siracusa e agli altri Dori». Sopraggiunge chi tenta conciliare le due opinioni inventando i Pelasgi-Tirreni, detti così perchè Tirrenia fosse chiamata l’Etruria dai Greci, e tirreniche le popolazioni in Grecia più affini ad essi: tal nome deriverebbe da Tirra, città nella Lidia; lo perchè Erodoto chiamò Lidj i Tirreni[45]. I Pelasgi-Tirreni si discernerebbero dalle altre propagini pelasghe in quanto non abitavano le coste, ma regioni interne, come la Tessaglia e l’Arcadia; non pirati ma agricoli; ed affini sì, pur differenti di religione e di favella.

E inclinazione d’animi onesti e d’ingegni temperati il porre la ragione fra due estremi; e già quel Greco vantava la potenza delle medie proporzionali. Ma a questi asserti come chetarci se dappertutto gli Elleni ci si rappresentano quali oppressi dei Tirreni? I confronti della lingua, delle credenze, della civiltà non autorizzano a sì precise conseguenze chi, come noi, ammetta una fratellanza di popoli, anteriore alle nazionali separazioni. Su di che, noi proponemmo di aggregare i Tirreni alla prima immigrazione che si conosca in Italia: ridotti servili ne’ secoli che qui stettero i Pelasgi, si rialzarono poi a nuovo dominio.

Ma i Tirreni erano poi tutt’una cosa cogli Etruschi? Certamente gli Etruschi non usano linguaggio analogo al greco, come i Pelasgi; hanno lucumonie, e federazioni, e religione di genj, e vaticinj, al differente dei Tirreni-Pelasgi. Le tribù che abitavano attorno ad Adria forse si strinsero cogli Oschi in una lega chiamata degli Atr-Oschi, donde il nome d’Etruschi. Alcuno suppone che un popolo nuovo, detto i Raseni, scendesse dalla Rezia sopra l’Italia, la conquistasse, piantandosi fra le città pelasgiche dell’interno e della costa, e fosse chiamato degli Etruschi, come furono detti Britanni gli Angli, Messicani e Peruviani i creoli di Spagna, e Longobardi noi. Niuna traccia per altro fra gli antichi di tale conquista rasena.

A negare che gli Etruschi fossero greci varrebbe, oltre il loro parlare affatto distinto, il vedere che i Latini applicarono il nome di Pelasgi ai Greci[46] ed anche agli schiavi; dal che noi inducemmo che gli avanzi de’ Pelasgi rimanessero al nord soggiogati dagli Umbri-Galli, come al sud gli Enotrj e i Peucezj da’ Pelasgi-Elleni, formando il vulgo servile. Al tempo di Catone chiamavansi Etruria il paese, Tuschi gli abitanti; e possiamo credere che quel nome vivesse nelle bocche, donde, sotto gli ultimi imperatori, fu fatto il nome di Tuscia, non prima scritto.

L’accertare l’origine degli Etruschi, e quanta parte di civiltà qui recassero, riesce viepiù difficile perchè i sacerdoti, in cui mano stavano gli annali, poterono alterarli a loro talento: poi micidiali guerre li distrussero, ed i Romani affettarono disprezzarli, benchè alle famiglie illustri fosse vanto il derivare da quel popolo[47].

CITTÀ E COLONIE ETRUSCHE

Per raccogliere il poco che possiamo, gli Etruschi, o entrati allora in Italia, o ridestatisi dal servaggio, si trovarono incontro gli Umbri, ai quali tolsero trecento città[48], confinandoli in una sola provincia, che serbò il nome di Umbria, sebbene poi li ricevessero in alleanza e in comunione di sacrifizj[49]; si distesero nelle campagne che or sono il Bolognese, il Ferrarese e il Polesine, e nelle pianure fra l’Alpi e l’Appennino. Il Po difese da loro i Veneti, gente illirica: i Liguri ricovrarono fra i monti, cedendo il pian paese e il golfo della Spezia, dove essi Etruschi fondarono Luni, possedendo così tutta la costa.