Ma il colpo è ferito: i tribuni hanno conosciuto la propria potenza, consistente nell’agitazione popolare; il patriziato non è più inviolabile; e accanto alle assemblee per curie sorgono i comizj per tribù, dove si giudica de’ patrizj stessi. I tribuni li convocano, e vi fanno proposizioni: primo passo a ottenere che anche la plebe s’ingerisca nella legislazione.

Davanti ad essi comizj furono pertanto citati coloro che si opponevano alla legge agraria, Tito Menenio, Spurio Servilio, e perfino i consoli Furio e Manlio: ma di tale procedimento si sgomentarono i patrizj, e nel giorno del loro giudizio il tribuno Genuzio fu trovato morto nel suo letto. 472 Con arti siffatte i patrizj toglievano sovente di mezzo i più fermi oppositori.

APPIO CLAUDIO

Percosso il capo, stavano per isparpagliarsi i plebei e rassegnarsi al giogo, lasciandosi trascinare alla guerra, che dà sempre vigore alla tirannia; quando il plebeo Valerio ricusa il suo nome alla coscrizione. Un primo esempio basta spesso a grandi cose, e la plebe il seconda, lo nomina tribuno con Letorio, il quale diceva:—Io non so parlare; ma quel che una volta ho detto, so farlo. Domani adunatevi; e morrò sotto ai vostri occhi, o farò passare la legge». Ma i patrizj compajono all’adunanza cinti dai loro clienti, e l’inflessibile Appio Claudio fa respingere ancora la legge agraria. La plebe che fa? si lascia sconfiggere dai nemici, e sopporta la decimazione cui è condannata; ma Appio citato ai comizj tributi, non si sottrae alla sentenza del comune plebeo che col lasciarsi morir di fame. 470 La plebe stessa lo ossequiò a grand’onore, ammirando la fermezza, sebbene adoprata a suo danno.

A che dunque si riducevano le pretensioni di questa plebe, che voi, o maestri, ci dipingete come riottosa avversaria de’ prischi eroi? A domandar di possedere e di aver nozze legittime e riconosciute come i nobili; e non già di potere sposarsi coi nobili, ma che i loro matrimonj non fossero semplici concubinati, e che i generali fossero non soltanto uomini[186] ma cittadini. I patrizj, al contrario, arrogando a sè soli i privilegi, facevano di tanto in tanto eleggere un dittatore, autorità suprema e dispotica che sospendeva le altre tutte, perfino la tribunizia; o mandavano il plebeo in guerra sotto l’assoluta disciplina; o quando nel fôro o nelle adunanze avesse gridato forte, lo punivano davanti ai tribunali, de’ quali restava ancora ad essi l’arbitrio. Il tribuno Lucio Icilio 438 ottenne che l’Aventino fosse abbandonato ai plebei, i quali vi ergessero le proprie abitazioni, quasi in una fortezza opposta a quella dei nobili sul Campidoglio; e in tale occasione introdottosi in senato, prese la parola, e cominciò il diritto che poi i tribuni si assicurarono fin di convocare quella assemblea.

DENTATO

Nè per questo la plebe dimenticavasi delle promesse; e confidente nella propria ragione, tornava a chiedere i diritti annessi ai poderi, e che si togliesse l’arbitrio ai magistrati coll’unificare la giurisdizione plebea e la patrizia, e stabilire una legge uniforme e resa pubblica. Alla perseveranza è serbata la vittoria. Sicinio Dentato, eroe in cenventi battaglie per quarant’anni, carico il petto di quarantacinque ferite, donato di quattordici corone civiche, tre murali, una ossidionale, ottantatre collane, censessanta braccialetti d’oro, diciotto aste, venticinque gualdrappe, 451 venne tribuno, e ottenne quel che da dieci anni si eludeva, cioè che, sospeso il consolato, fosse demandata a dieci personaggi l’autorità di formar leggi e di metterle in atto; due funzioni che l’antichità non soleva disgiungere.

I DECEMVIRI

La legislazione fu compiuta in dieci tavole; sentendovi però delle mancanze, onde formarne due altre si nominarono per l’anno successivo nuovi decemviri; ma questi, ch’erano ligi ai patrizj e ispirati da Appio Claudio Crassino (famiglia ostinatamente avversa al popolo), abusano del potere assoluto per sopraffare ed eternarsi il comando; inviano a morte il prode Dentato; per libidine Appio insidia alla figlia del plebeo Virginio, il quale per camparle l’onore la uccide; corso al campo, eccita i soldati a vendicarla; e il sangue di una casta fonda la libertà popolana, come quello di un’altra avea fondato la libertà patrizia. I plebei, raccolti sull’Aventino, 449 rielessero i tribuni e i consoli, che resero forza ordinata la democrazia.

LE XII TAVOLE