Che di quella città ti fe signore;

E s’egli è altri che ti dia favore,

Possa venir un canchero anche a lui.

[133].

Come m’insegna la natura e mostra,

Così scrivo senz’arte, e così parlo.

[134]. Ma prima di lui Giovan Giorgio Arione d’Asti avea pubblicato Opera jocunda metro maccheronico materno et gallico composita, con lodi a Carlo VIII e Luigi XII. Nelle sue commedie costui ritrasse troppo al vivo la depravazione de’ nobili e del clero, onde dovette ritrattarsi, e i suoi libri furono arsi dal Sant’Uffizio.

[135].

Di salnitro e di solfo oscura polve

Chiude altri in ferro cavo, e poi la tocca