[298]. Simleri, Oratio de vita P. M. Vermilii.

[299]. Dizionario storico di Bassano.

[300]. Raynaldi, ad 1539.

[301]. Eusebius captivus, sive modus procedendi in curia romana contra Lutheranos. Basilea 1533. Non è del Curione, come può vedersi dalla lettera dello Zanchi al Muscolo, sibbene del Massari, che nel 1554 stampò a Basilea De fide ac operibus veri christiani hominis ad mentem Apostolorum, contra Evangelii inimicos, nella cui prefazione è cenno di molti italiani dimoranti in quella città.

[302]. Ottenne dal carceriere che gli legasse una gamba sola; poi che alternasse la catena fra le due gambe; nel qual mutamento riuscì a far mettere la catena a una gamba finta. Vita Cælii Secundi Curionis; de mirabili sua e vinculis, ac ipsis diræ necis faucibus liberatione dialogus. — Abbiamo l’orazione funebre recitatagli da Giannicolò Stuppani, Oratio de Cælii Secundi Curionis vita. Vedi pure Schelhorn, pag. 258.

[303]. Il Gerdesio, pag. 280, crede sia tutt’uno con Giulio da Milano, agostiniano apostato che in Isvizzera pubblicò la I e II parte delle prediche da lui recitate in San Cassiano a Venezia nel 1541.

* Nei registri de’ giustiziati, tenuti dalla compagnia di San Giovanni alle Caserotte di Milano, al 23 luglio 1569 trovo abbruciati «un frate di Brera e Giorgio Filatore, quali erano luterani». Al 1587, 1º ottobre, abbruciato un Giulio Pallavicino della pieve d’Incino per eretico; «fu messo sul palco in duomo l’anno 1555 e 1573, e l’anno 1587 fu morto dopo essersi confessato e comunicato».

[304]. Lo stesso Burigozzo sotto il 1534 parla d’uno spacciatore d’indulgenze: — In questo tempo venne a predicare in domo un frate de Santo Augustino Remitano; e questo fu una dominica a dì 25 januario, e predicò tutta la settimana seguente. E la dominica seguente, che fu a dì primo febraro, anunziò uno perdon, con certe bolle da absolvere dei casi; e fu messo per la cittade le cedole in stampa, qual se contenevano in ditta bolla; et el ditto perdono fu messo fora el dì de santa Maria delle Candele; e fu fatto procession dal clero. Circondorno la ecclesia del domo de dentro, e riportorno ditto perdono a loco suo, zoè a presso el barco dove se predica; e sempre con el ditto frate, e ancora el commissario de ditta indulgenzia (dandoli li danari ch’erano d’accordo), li davano la ditta carta, e li metteva suso el nome de colui che pagava, overo de soi morti: donde che durò questo circa a otto giorni. Et in questo termino assai homeni mormoravano, vedendo questa indulgenzia così larga; dondechè fu trovato questa cosa essere una ribalderia, et essere false le bolle; et a questo fu preso el dicto frate, et ancora il commissario; e furno messi in preson in casa del capitanio de justizia; e lì ghe fu data la corda e tormenti. Al fine disseno di sì, che l’era vero; e lì furno reponuti fin a che da Roma venisse la risposta de quello che de lor far se dovesse; et a questo passò qualche giorni: al fine fu concluso, che ditto frate e ditto commissario fusseno mandati in galea...».

[305]. Raynaldi, ad annum.

[306]. Niceron, Memorie, tom. XXI. p. 115.