[307]. Spondani, Annales ad 1543.

[308]. Lettera XXI, lib. IV del Minturno al Gesualdo del 1534.

[309]. Quirini, Diatriba ad vol. III epistolarum Poli, pag. 286; e vedi Tiraboschi, Biblioteca degli scrittori modenesi, tom. III.

[310]. Il formulario fu pubblicato nel vol. I delle opere del cardinal Cortese colle firme de’ suddetti, e del vicario vescovile, l’arciprete, il prevosto, tre canonici, il conte Giovanni Castelvetro, il cavaliere Lodovico Dal Forno, Giambattista Tassone, Girolamo Manzuoli, Angelino Zocchi, Bartolomeo Fontana, Antonio Grillenzone, Pietro Baranzone, Bernardo Marescotti accademici; Giannicolò Fiordibello, Gaspare Rangone, tre Bellincini, Alfonso Sadoleto, Giovanni Poliziano, Elia Carandino, Filippo Valentino, Bartolomeo Grillenzoni, Pellegrino Erri, ed il celebre Falloppio.

[311]. Si hanno tre medaglie coniate al Negri, e queste opere:

Rhætia, sive de situ et moribus Rhætorum.

De Fanini faventini ac Dominici bassanensis morte, qui nuper ob Christum in Italia romani pontificis jussu impie occisi sunt, brevis historia. Chiavenna 1550.

Historia Francisci Spieræ civitatulani qui, quod susceptam semel evangelicæ veritatis professionem abnegasset, in horrendam incidit desperationem. Tubinga 1555 (probabilmente tradotte dall’italiano da Vergerio).

Del Negri parlarono il Verci nelle Notizie degli scrittori bassanesi, e il Carrara nel Dizionario storico di Bassano; e li contraddisse il grigione Domenico Rosio de Porta, ministro riformato a Soglio nel 1794, dirigendosi al delegato don Fedele di Vertemate Franchi; poi più diligentemente Giambattista Roberti, Notizie storico-critiche della vita e delle opere di Francesco Negri, Bassano 1839. È errore del Quadrio il farlo di Lovere: nacque a Bassano, per un amore sfortunato si vestì benedettino in Santa Giustina di Padova, poi la gelosia lo trasse a un assassinio, pel quale fuggì in Germania nel 1525, ove alquanto più tardi abbracciò le dottrine zuingliane. Che intervenisse alla conferenza di Marburgo nel 1529, nessuna prova è. Tenne scuola a Chiavenna, ma sembra non vi fosse pastore, come in niun’altra chiesa di Svizzera. Infatto, primo ministro della chiesa riformata a Chiavenna fu Agostino Mainardi, che vi rimase fin alla morte, avvenuta nel 1563; e allora gli successe Girolamo Zanchi.

Quando Lelio Socino da Vicenza fuggì a Zurigo, il Mainardi dubitò che Camillo Renato rifuggito a Chiavenna, e in corrispondenza con quello, ne avesse adottato le dottrine antitrinitarie; laonde obbligò tutta quella chiesa a far una professione di fede. Questa spiacque e al Renato e al Negri, parendo deviasse alquanto dalla zuingliana; la chiesa chiavennasca si trovò scissa, e il Mainardi scomunicò quei due come Sociniani. Il Negri se ne scolpò a Zurigo, poi pubblicò la propria professione di fede, confessando la divinità e incarnazione di Cristo, l’efficacia del battesimo e dell’Eucaristia.