[433]. Lettera data da Ginevra il 17 dicembre 1403; e prosegue narrando alcune superstizioni di Ginevra, ove festeggiavasi sant’Oriente; e di Losanna, ove i campagnuoli veneravano (dic’egli) il sole, ogni mattina dirigendogli voti e preghiere.
[434]. J. J. Herzog (De origine et pristino statu Waldensium secundum antiquissima eorum scripta cum libris catholicorum ejusdem ævi collata, Hala, 1849) vuol provare che la Confessio fidei non è già del 1120, ma posteriore al colloquio de’ Valdesi con Ecolampadio nel 1530.
Egli stesso pubblicò a Hala nel 1853 Die romanischen Waldenser ihre vorreformatorichen Zustände und Lehren, ihre Reformation in sechzehenten Jahrhundert, und die Rückwirkungen Derselben nach ihren eignen Schriften dargestellt. Tuttoché protestante, vuol provare che le credenze dei Valdesi modificaronsi assai, sempre più allontanandosi dalla Chiesa cattolica, e accogliendo le opinioni degli Ussiti.
Anche A. W. Dieckhoff (Die Waldenser in Mittelalter, Gottinga 1851) tende a provare che i varj scritti, i quali si sogliono riferire ai cominciamenti dei Valdesi, son mera imitazione degli Ussiti.
[435]. Gilles, Histoire générale des Eglises vaudoises, cap. I.
[436]. Hamon, Vie de saint François de Sales, 1854.
[437]. Cavo queste parole da lettere che si trovano nell’archivio Mediceo (Corrispondenza di Napoli), forse non autentiche, certamente esagerate, come ciò che si scrive in tempo di partito e sotto l’impressione del momento. Vorrebbero attribuirsi ad uno che accompagnò Ascanio Caracciolo in quella spedizione, e datano dal giugno 1562, da Montalto. Dicono:
— S’intende come il signor Ascanio per ordine del signor vicerè era sforzato a partire in posta alli 29 del passato per Calabria, per conto di quelle due terre de’ Luterani che si erano date fuori alla campagna, cioè San Sisto e Guardia. Sua signoria a Cosenza al 1º del presente ritrovò il signor marchese di Buccianico suo cognato, che era all’ordine con più di seicento fanti e cento cavalli, per ritornare a uscir di nuovo in campagna, e quella fare scorrere, e pigliare queste maledette genti: e così partì alli 5 alla volta della Guardia, e giunto quivi, fecero commissarj, ed inviò auditori con gente per le terre circonvicine a prender questi Luterani. Dalli quali è stata usata tal diligenza, che una parte presero alla campagna; e molti altri tra uomini e donne, che si sono venuti a presentare, passano il numero di mille quattrocento: ed oggi, che è il dì del corpo di Cristo, ha fatte quelle giuntar tutte insieme, e le ha fatte condur prigioni qui in Mont’Alto, dove al presente si ritrovano; e certo che è una compassione a sentirli esclamare, pianger e domandar misericordia, dicendo che sono stati ingannati dal diavolo; e dicono molte altre parole degne di compassione. Con tutto ciò il signor marchese e il signor Ascanio hanno questa mattina, avanti che partissero della Guardia, fatto dar fuoco a tutte le case; e avanti avevano fatto smantellare quella, e tagliar le vigne. Ora resta a fare la giustizia, la quale, per quanto hanno appuntato questi signori con gli auditori e frà Valerio qua inquisitore, sarà tremenda; atteso voglion far condurre di questi uomini, ed anco delle donne, fin al principio di Calabria, e fin alli confini, e di passo in passo farli impiccare. Certo che se Dio per sua misericordia non move sua santità a compassione, il signor marchese ed il signor Ascanio faranno di loro gran giustizia, se non verrà ad ambidue comandato altro da chi può lor comandare...
«La prima volta che uscì il signor marchese, fece abbruciare San Sisto, e prese certi uomini della Guardia del suddetto luogo, che si ritrovarono alla morte di Castegneta, e quelli fece impiccare e buttar per le torri al numero di sessanta: sicchè ho speranza che avanti che passino otto giorni, si sarà dato ordine e fine a questo negozio, e se ne verranno a Napoli...
«Questi eretici portano origine dalle montagne d’Angrogna nel principato di Savoja, e qui si chiamano gli oltramontani; e regnava fra questi il crescite, come hanno confessato molti. Ed in questo regno ve ne restano quattro altri luoghi in diverse provincie: però non si sa che vivono male. Sono genti semplici ed ignoranti, e uomini di fuori, boari, zappatori; ed al morir si sono ridotti assai bene alla religione e alla obbedienza della Chiesa romana».