[7]. Sulle moltissime opere d’oreficeria di Perugia lesse un discorso Angelo Angelucci nell’accademia di quella città il 18 settembre 1853.
[8]. L’Oldrado da Tresseno nel Broletto di Milano è ad alto rilievo. È pur a mentovare la statua di Alberto d’Este sulla cattedrale di Ferrara.
[9]. Si dà per un monumento della riconoscenza de’ Veneziani; ma in fatto il Coicone lasciò di che erigergli questa statua in piazza di San Marco, il che dal senato non fu consentito. Di cavalli ricorderemo quello di Enrico II, per ordine di Caterina de’ Medici fuso da Daniele Ricciarelli da Volterra; e le due statue di Piacenza per Francesco Mocchi di Montevarchi, con svolazzi ed attitudini teatrali. Un gigantesco cavallo stava davanti a Santa Restituta in Napoli, che il vulgo credeva fatto per incanto da Virgilio, e vi si conducevano i cavalli per guarirli o preservarli da malattie. I vescovi credettero bene distruggere cotesta superstizione, e ne fecero le campane del duomo; solo la magnifica testa fu conservata dai Caraffa.
[10]. Sul Civitali e sulle opere d’altri di sua casa a lui attribuite, vedi Memorie lucchesi, vol. VIII. p. 57 e seg., e due lezioni del marchese Mazzarosa.
[11]. Lo stile le fa credere più recenti, quand’anche non vi fosse la data del 1515, cioè di ottant’anni dopo che Luca era morto. Suo nipote Andrea cominciò a corromperne la purezza. Seguirono Giovanni, Girolamo, Luca, e frà Ambrogio seguace del Savonarola, che fecero importanti lavori ma sempre deteriorando.
[12]. Di quel mirabile palazzo è la parte più notevole la cappella, dipinta nel 1407 da Taddeo Bartoli con istorie di Maria e di santi, figure simboliche, eroi, ecc.
[13].
Vos, Antenoridæ, si tuti vultis ab hoste
Esse, foris muros, pax vos liget intus amoris.....
Arboreis frustra petitur sub frondibus umbra