[230]. Oltre la citata Vita del Farinelli, vedasi Della natura e perfezione dell’antica musica dei Greci, e dell’utilità che ci potremmo promettere dalla nostra, applicandola all’educazione dei giovani, 1778. Sostiene che il contrappunto fosse ignoto agli antichi, non facendo essi mai uso che d’una voce alla volta.

[231]. Sua moglie Luigia recitò con grande applauso, e fece qualche componimento. Anton Francesco loro figlio seguì la stessa carriera, ma si rovinò con speculazioni prima d’alchimia, poi d’allevar bachi da seta. Col Romagnosi e col Domenico, attori lodati, compose commedie e farse, e diè buoni Pensieri sulla declamazione. Sua moglie Marianna, mal riuscendo sul teatro, fece romanzi de’ più lodati, tradotti in molte lingue, ed or dimentichi come di tutti i romanzi succede. Gli attori italiani a Parigi formavano quasi una famiglia, essendo anche spesso parenti, e viveano ritirati e uniti; i processi verbali sui loro registri han sempre in testa la croce, e cominciano col nome di Dio, della Beata Vergine, di san Francesco di Paola, e delle anime del purgatorio; e nelle spese non manca mai una messa per la buona riuscita delle nuove produzioni.

[232]. Perchè le cose or vanno d’altro piede, sentasi quel ch’ei dice del tempo suo: — Tostochè d’uno si parla, tutti si fanno lecito di esaminarne la vita, di notarne le azioni meno osservabili, d’interpretare le azioni sue. Le cose che lui riguardano, non si considerano quali sono in sè, ma quali ognun le vorrebbe. Se un uomo di lettere vive sequestrato dal comune degli uomini, egli è un selvaggio, un ingrato: se frequenta le numerose adunanze, è un ozioso che il suo credito fonda sui pregiudizj del mondo». Poeta, II. 2.

[233]. Vedi Memorie inutili della vita di C. Gozzi, scritte da lui medesimo e pubblicate per umiltà; Venezia 1797. La causa del Gratarol levò tal rumore, che neppur la rivoluzione fece dimenticarla. Da tutte quelle piazzesche baruffe tra Baretti, Chiari, Goldoni, Gozzi, si può trarre notizie sulla condizione economica de’ letterati d’allora. Due lire o due e mezzo venete compravasi un volume di ducento e più faccie; cinque soldi la gazzetta di Gaspare Gozzi. Un nulla doveansi dunque pagare i manoscritti; le traduzioni, tre o quattro lire al foglio; per sei furono tradotti l’Enciclopedia dello Chambers e il Middleton; Metastasio non ricavò un soldo dalla stampa dei suoi drammi, le cui dieci edizioni fruttarono diecimila luigi all’editore: cencinquanta zecchini fu pagato il Giorno a Parini, non cento luigi le opere di Morgagni. Per un sonetto a Venezia la tassa consueta era mezzo filippo. Carlo Gozzi calcola che, a dodici lire il foglio in-12º, un verso era pagato meno d’un punto da ciabattino.

[234]. Può vedersi Brigantini, Scelta di poemi latini appartenenti a scienze ed arti, di autori della Compagnia di Gesù. 1750.

[235]. Ricusatone altre ricchissime offerte, la cedette poi all’arciduchessa Maria Luigia nel 1816 per centomila lire.

La stamperia ebraica fu stabilita nel XV secolo in quattordici città, di cui dieci sono italiane; vi si fecero ottantotto edizioni, di cui trentacinque senza data. Il Rossi le descrisse tutte negli Annales hebræo-topographici sæculi XV (1795), cominciando da quella fatta a Reggio di Calabria il 1475. Dal 1501 al 40 egli conta ducennovantaquattro edizioni con data, quarantanove senza data, centottantacinque false o incerte. Trattò poi specialmente della tipografia ebraica cremonese, descrivendone quaranta edizioni.

[236]. Lettera del 22 settembre 1729.

[237]. Lettere del 4 luglio 1743 al Gori, e del 13 novembre 1738 al Lami.

[238]. Storia letteraria del 1751, pag. 190.