22. Gens Menenia. Costumava i soprannomi d’Agrippa e di Lanatus.
23. Gens Minucia. Il ramo che arrivò ai primi onori, massime nel III secolo, chiamavasi Augurinus, da qualche augure: un altro diceasi Rufus.
24. Gens Numicia, col soprannome di Priscus.
25. Gens Octavia. Della famiglia patrizia trovansi i rami Rufus e Balbus.
26. Gens Papiria. I suoi rami patrizj Mugillanus, Cursor, Crassus, Masso scompaiono dopo il secolo VI.
27. Gens Pinaria. I Pinarj e i Potizj volevansi far discendere da due Arcadi, venuti con Evandro in Italia. Godevano per eredità il sacerdozio d’Ercole, il quale dicevano gli avesse iniziati ai misteri del suo culto. I due rami erano uguali, finchè una negligenza de’ Pinarj diede la prevalenza ai Potizj. Ma avendo questi consentito che alcuni schiavi appartenenti alla repubblica adempissero certe funzioni del loro sacerdozio, gli Dei ne presero tal collera, che in un anno estinsero tutti e dodici i rami di quella famiglia; e Appio Claudio, che vi avea consentito, rimase cieco.
28. Gens Postumia: avea il privilegio di far sotterrare i suoi morti in città. Il ramo principale chiamasi Tubertus. Una delle sue suddivisioni, Albus o Albinus, unì l’epiteto glorioso di Regillensis quando Albo Postumio vinse i Latini al lago Regillo. Sussistettero i Postumj quanto la repubblica.
29. Gens Quintilia. Nel 301 Sesto Quintilio fu console: suo figlio chiamossi Varus, perchè era sbilenco: e tal nome passò ai successivi.
30. Gens Sempronia. I patrizj portavano anche il nome di Atratinus: ma i più celebri furono plebei.
31. Gens Sestia, soprannominati Capitolini.