Appo una casa, chiedendo albergare.

Non c’è vino; che importa? Virgilio ordina che ammaniscano una corbella d’uva ancor ghezza, e la mettano in un tinozzo con acqua. Non c’è prebenda; che importa? Virgilio manda uno spirito che proprio dinanzi ad Augusto toglie

Un gran taglier di carne allesse

Con molti polli, e si se portò in mano.

Augusto comprese che Virgilio solo poteva avergli giocato quel tiro; e a spese di lui si cenò a dovizia e si bevve a josa.

In Napoli fur le feste grandi quando si seppe che Virgilio vi stava s’un’osteria, e il pregarono

Che in Napoli memoria lasciasse

Del gran saper, che di lui fa parlare.

Egli adunque scrisse a un tal Melino «suo discepolo valente», che da Roma venisse a lui tosto; e come ci fu,

Tornare a Roma sì gli comandoe: