Milano, 5 febbrajo 1854.

Mi permettete che, invece di storpiar la vostra bella lingua, io vi risponda nella mia e in quella del vostro Dante per ringraziarvi dell’invio del vostro libro? Ma ringraziarvi non basta, giacchè me pure metteste in causa; e, comunque cortesissimo, mi rinnovate il rimprovero già fattomi, nella vostra traduzione della mia Storia universale, d’aver io dichiarato «delirio o piuttosto capriccio» quel di due nostri Italiani che vollero dimostrar Dante eretico. Voi campeggiate per loro, e togliete a sostenere che tutte le opere di Dante sono esposizione ereticale, ed aspirazioni rivoluzionarie e socialiste.

È destino dei libri che divengono nazionali e popolari il trovarvi ciascuno ciò ch’e’ vuole; e non abbiam visto cercare nel Vangelo prove contro la divinità di Cristo, come altre volte cabalisti e alchimisti scoprivano nella Bibbia i numeri onnipotenti e la polvere di projezione? Primo ch’io sappia il padre Hardouin, che volle celebrità mediante i paradossi, nel 1727 sostenne che l’autore della Divina Commedia fosse un impostore, seguace di dogmi eterodossi. Ugo Foscolo, trovata ospitalità fra gli Inglesi, a cui potea piacere un ascendente illustre nella gran negazione della unità cattolica, resuscitò quest’eresia di Dante, ma come un paradosso pruriginoso, senza corredo di prove. Il nostro amico Rossetti, sbalzato dalla patria a roder anch’egli il duro pane dell’esiglio fra gl’Inglesi, volle forse blandire a questi, nei Misteri dell’amor platonico, fecondando quel germe, e in cinque grandi volumi assunse che, non Dante solo, ma tutti i poeti erotici volevano cantar tutt’altro amore da quello ch’esprimevano: assunto pio per salvare que’ begli ingegni dalla taccia d’essersi logorati in cantar begli occhi, sen di neve e treccie d’oro. Anche Graul, ministro protestante che nel 1848 stampò a Lipsia una traduzione tedesca dell’Inferno, vuole a tutt’uomo dimostrare che Dante sviava dal dogma cattolico, e nel veltro ravvisa Lutero, al quale corrispondono perfino le lettere del nome. Voi vi valete di tutti, e venendo a mezza spada, e colla sicurezza che vi danno la conoscenza d’un poeta che avete con tanta abilità tradotto, e un’erudizione estesissima, dedotta dalle fonti più diverse, assalite Dante quasi avesse voluto dimostrare che la supremazia papale è il regno visibile di Satana. Chi vorrà rivedervi il pelo, potrà appuntare errori di particolarità e sovrattutto di quegli eccessi che son forse inevitabili in chi toglie a sostenere una tesi distaccata dal senso ordinario. Che monta? Non la mancanza di difetti, ma l’abbondanza di meriti rende vitale un libro; e il vostro gli ha: ma voi stesso m’insegnate che la plus grande preuve d’estime, qu’on puisse donner à ses amis, c’est de leur dire la vérité.

Vi ricordate del Biagioli, pedantesco ammiratore di Dante, che portando costà a battezzare un suo neonato, voleva mettergli nome Dante; e chiedendogli il parroco se san Dante ci fosse, — Se vi sia un Dante santo io nol so; so che v’è il dio Dante». Voi invece me ne fate un Dante satana, e trovate ignorance, prévention, esprit de parti, mauvaise foi in chi leggermente ripudia questa tesi. Io mi confesso francamente fra questi; onde vi tengo obbligato a permettermi che, senza sentirmi a gran pezza capace di lottar con voi di argomenti, vi opponga alcuni pregiudizj legittimi.

E in prima, ella è regola del processo inglese, e dovrebb’essere d’ogni buona legislazione, il non aggravare un imputato finchè non siano esausti gli argomenti in suo favore. Or bene; noi cattolici crediamo al Testamento vecchio e al nuovo; ma poichè questi sono lettera morta e bisognano di supplemento e d’interpretazione, ci atteniamo alla tradizione della Chiesa e alla decisione dei papi. Uno dunque che c’intimasse di credere nella Bibbia e al papa se vogliamo esser salvi, e di non abbandonarci al senso individuale, lo pensereste voi perfetto ortodosso? Ebbene, gli è quello appunto che usa Dante, facendo ai Cristiani intimare da Beatrice:

Avete il vecchio e il nuovo Testamento

E il pastor della Chiesa che vi guida;

Questo vi basti a vostro salvamento...

Non fate come agnel che lascia il latte

Della sua madre, e semplice e lascivo