Dal libro XI di Giovanni Villani possiamo ricavare, comecchè imperfetto e inesatto, il conto discusso della repubblica di Firenze attorno al 1343. Il fiorino d’oro, di ventiquattro carati e del peso di settantadue grani, valeva lire tre e soldi due.

Entrate.
Gabella alle porte; diritto d’entrata e uscita delle vettovaglie appaltavasi l’anno fior. 90,200
Gabella pel vino a minuto, a un terzo del valore » 58,300
Estimo del contado a soldi dieci per lire » 30,100
Gabella del sale a quaranta soldi lo stajo ai cittadini, e venti ai contadini » 14,450
Queste quattro maggiori gabelle destinavansi alla guerra di Lombardia, che in due anni e mezzo costò seicentomila fiorini.
Beni dei ribelli e condannati » 7,000
Gabella sui prestatori e usuraj » 3,000
Gabella dei contratti (registro) » 11,000
Gabella del macello in città » 15,000
Gabella del macello in campagna » 4,400
Gabella delle pigioni » 4,250
Gabella degli albergatori di campagna » 2,550
Gabella delle farine e macinatura » 4,250
Gabella delle accuse e scuse » 1,400
Gabella sul mercato di bestie in città » 2,150
Gabella sul bollo dei pesi e misure » 600
Gabella sulle pigioni del contado » 550
Gabella sui mercanti di contado » 2,000
Gabella sulle trecche e fruttajuoli » 450
Gabella sugli sporti delle finestre di Firenze » 5,550
Gabella dei sergenti » 100
Gabella sulle zattere d’Arno » 100
Gabella de’ revisori delle garanzie date al Comune » 200
Gabella delle prigioni » 1,000
Prestazioni dei nobili del contado » 2,000
Tassa delle signorie, cioè sui cittadini che andavano di fuori in uffizio » 3,500
Lucro della zecca sulle monete d’oro » 2,300
Lucro della zecca sulle monete di rame » 1,500
Beni del Comune e pedaggi » 1,600
Spazzatura e affitto delle bigoncie d’Or San Michele » 750
Ammende e condannazioni » 20,000
Difetti di soldati a cavallo e a piedi, cioè per dispensa dalla milizia o per multe incorse durante il servizio » 7,000
Licenza di portar arme; venti soldi per testa » 1,300
Parte dei diritti percetti dai consoli delle arti per richiami » 300
La gabella sui cittadini abitanti in campagna, le gabelle sulle possessioni rurali, sulle battaglie senz’armi, sui mulini e la pesca, e quella di Firenzuola, faceano giungere l’entrata a circa » 306,000
Spese ordinarie.
Salario del podestà e sua famiglia lire 15,250
Salario del capitano del popolo e sua famiglia » 5,880
Salario dell’esecutore degli ordini della giustizia contro i grandi » 4,900
Salario del conservatore del popolo e sopra gli sbanditi con cinquanta cavalieri e cento fanti » 26,000
Salario del giudice delle appellazioni sopra le ragioni del Comune » 1,100
Salario dell’uffiziale sopra il lusso delle donne » 1,000
Salario dell’uffiziale sopra il mercato della biada d’Or San Michele » 1,300
Salario dell’uffiziale sopra il soldo delle truppe » 1,000
Salario dell’uffiziale sopra le paghe morte ai soldati » 250
Tesoriere del Comune, notaj e messi » 1,400
Uffizio delle entrate proprie del Comune » 200
Soprastanti e custodi alle prigioni » 800
Mensa de’ priori e loro famiglia in palazzo » 3,600
Salario de’ donzelli, campanaj e servidori del Comune, guardiani delle torri del podestà, ecc. » 550
Sessanta arcieri e loro capitano a servizio de’ priori » 5,700
Notajo forestiere sopra le riformagioni » 450
Pasto de’ leoni, lumi e fuoco in palazzo » 2,400
Notajo al palazzo de’ priori » 100
Salario degli arcieri e uscieri » 1,500
Trombetta del Comune, naccherini, sveglia, cennamella » 1,000
Limosine a religiosi e spedali » 2,000
Seicento guardie di notte » 10,800
Stendardi e palj per feste e corse » 310
Spie e messi » 1,200
Ambasciatori » 15,000
Castellani e guardie di fortezze » 12,400
Per armi, balestre, freccie » 4,650

Da quarantamila fiorini d’oro per i soldati, che in tempo di pace si riducevano a settecento in mille a cavallo e altrettanti a piedi; e per le riparazioni a mura, ponti, chiese, erano le spese straordinarie, cui supplivano le borse de’ cittadini.

Una lezione diversa è data nelle Delizie degli eruditi toscani, vol. XII. p. 349.


Dönniges (Acta Henrici VII imperatoris, part. I. p. 95. Berlino 1839) stampò come del tempo di Enrico VII un bilancio della repubblica di Pisa, steso da Vani di Zeno, e riveduto da Bernardo notajo; ma non può essere di quel tempo, bensì del 1340 circa.

Le entrate nel distretto erano
Dal regno Calaritano in Sardegna fior. d’oro 70,000
Dal regno di Gallura in Sardegna » 20,000
Dalle condannagioni in essi due regni » 10,000
Dall’isola d’Elba, netto di spese » 50,000
Dai castelli di Castiglione, della Pescaja e dalla badia del Fango, netto » 12,000
Dal castello di Piombino, fra sale e diritti, netto » 6,000
Mancano l’isola del Giglio ed altri paesi del distretto.
Le entrate della città e del contado sommavano » 168,000
Gabelle nette fior. 48,400 78,400
Condannagioni de’ giudici » 30,000
Entrata totale 246,400
Spese nel distretto.
Nel regno Calaritano per stipendio di venticinque uomini a cavallo fissi, otto fiorini d’oro il mese ciascuno fior. 2,400
Centoventi soldati a piedi per guarnigione de’ castelli, con lire sei al mese » 2,804
Nel regno di Gallura, venticinque uomini a cavallo » 2,400
Nel regno di Gallura, cinquanta a piedi » 1,161
Nella città e contado:
Per stipendio del podestà e capitano del popolo » 3,225
Per stipendio di trecensettanta pedoni per custodia de’ castelli a lire tre, soldi dieci al mese; e lire 3:2 fanno un fiorino » 17,144
in tutto » 29,144

Erano spese straordinarie le truppe tolte a stipendio secondo il bisogno. Il quadro è affatto incompleto, mancando fin le spese per armare venti galere, per le fortificazioni, le spedizioni di consoli e ambasciadori, e ponti, vie, canali, abbellimenti. L’entrata sarebbe quattro quinti di quella di Firenze.