CVESTRE TIE VSAIESVESVVVEBISTITISTE TEIES.

Dividono

cuestre tie usaies vesv vvebis titiste teies,

per interpretare

cuestor tie οσας vesum vuebis τιθεστε deies

cioè

Questor dicit: quascumque vobis visum est,
constituite dies.

Opinione nuova mise fuori, poco fa, Guglielmo Bentham nell’Accademia reale irlandese; l’antico etrusco essere identico colla lingua iberno-celtica e coll’irlandese, quale oggi si parla in quelle isole; e conforme a ciò diede la versione della quinta e settima delle Tavole Eugubine, prescelte come di materia più importante. Secondo lui, vi è esposta la scoperta delle isole Britanniche, fatta dagli antichi Etruschi, e l’uso dell’ago calamitato nella navigazione. La sesta comincia con invitare a scompartirsi o prendere a fitto le terre occidentali, ove sono tre isole di suolo ubertoso, con bovi e montoni assai, e damme negre, oltre miniere e belle acque. La settima finisce col rammentare che le isole scoperte possono dare incremento al commercio, protette dal mare contro i nemici, e che offrirebbero asilo qualvolta il loro paese restasse invaso da questi. L’iscrizione fu fatta trecento anni dopo il gran fragore sotterraneo! Dopo il Baldo, il Van Scrieck, il Dempster, il Maffei, l’Abati Olivieri, il Passeri, il Gori, il Borgnet, il Lami, venne il Lanzi interpretando qualche passo: Otfried Müller confermò che non erano in etrusco ma in umbro: Lepsius, celebre egittologo, e Lassen eminente indianista, Grotefend persianista, vi applicarono la nuova linguistica comparativa. Dalla sesta leviamo un brano d’una specie di litania, la quale mostra un parallelismo ed il ritorno di certi vocaboli, qual costumava fra gli Ebrei:

Tejo dei Grabove.

Dei Grabovi ocreper fisiv tota per iiovina erer nomneper erar nomneper fossei pacersei ocrefisei.