Raynouard, Choix des poésies orig. des Troubadours, tom. II, pag. 103.
[176]. In Lombardia dicesi rasol della vite, dal sanscrito rasà, cui somiglia più che il greco ῥάξ e il racemus latino. In Calabria si dice piria e piriare, e Petronio ha pyriare per scaldare, da πύρ. E così flaga per un gran fuoco che serve a far lume, da φλέγω.
La Grammatik der romanischen Sprachen di Federico Diez (Bonn 1836-44, in 3 volumi, e 2ª edizione 1856-61) è un vero codice delle leggi fisiologiche e patologiche, secondo le quali i vocaboli si formano e sformano nelle lingue romanze. Esso non ricorre a lingue straniere, ma al solo latino, mostrando le norme con cui una voce di questo si trasforma nell’italiano, nel francese, nello spagnuolo, nel portoghese, nel provenzale. Vedasi anche sir G. Lewis, An essay on the origin and formation of the romance languages, containing an examination of M. Raynouard’s theory on the relation of the Italian, Spanish, provençal and french to the latin. Londra 1863.
G. I. Ascoli, in questo genere facile princeps, nell’Archivio Glottologico italiano (1875 e seguenti) indaga come nessuno mai fece il processo generale della formazione dell’italiano, e del modo di farne stromento o segno dell’unità intellettuale e civile, credendo a ciò conduca ancor più la penna che la lingua, e la fusione idiomatica dipenda dalla civile e intellettuale. Non assentendo a coloro che vanno troppo a cercare le etimologie o derivazioni degli idiomi nostri negli ariani, neppure arride a quelli che la base italica della parola romanza credono affatto aliena dal latino letterario, mentre lo studio rivela più sempre le diversità simultanee o successive, portate dall’evoluzione storica, e le salde e dirette attinenze fra il latino delle scuole e ciascuna delle lingue romanze, e massime il ragguaglio fra quello e queste e l’ampia tela geografica e cronologica in cui la parte latina si trasformò.
Saviamente avverte come facilmente acquisti gloria o nominanza chi si mette a studj nuovi (l’abbiamo visto testè colla geologia)... laonde taluni col pretesto di glottologia negligono la filologia, e vilipendono lo studio dei classici.
Il nostro Saggio è molto anteriore alla propagazione di questi studj, oltrecchè l’intento nostro era puramente storico, come poneva il tema proposto nel 1863 dall’Accademia Pontaniana, al quale noi rispondevamo.
[177]. Adduciamone alcune poche, classificandole:
Parentela e affinità. — Fui, fia, fiastru, frate, sora, nepotu, genere, nuora, socra, muiiere, vechiu, june, veduva, amica, vecinu.
Cariche e mestieri. — Principu, principesa, duca, duchesa, capitanu, conte, gubernator, ministru, cancellariu, consiliariu, secretariu, assessor, nobilu, residente, jude, procurator, medicu, doctor, ingenieru, majestru, negotiatoriu, pictor, musicu, comediantu, carbonariu, spreziariu, barbieru, macelariu, caldarariu, funariu, olariu, ciabotariu (ciabattino), fauro, argentariu, ferariu, murariu, pescariu, pastoriu, boariu, vacariu, porcariu, pecurariu....
Abitazione e vestito. — Casa, castelu, corte, palatu, portioriu, fondamenta, pariete, camera, cucina, stala, granariu, armariu, arca, scamnu, candelabru, candela, lumina de cera o de sevu, foca, fumo, esca, caminu, fumariu, carbone, vestamentu, camiscia, calciuni, maneca, colaru, vas, acu, forfeci, scope, fusu, secure, chiae, bastonu, sacu....