Vitto. — Prandgiu, cina, colazie, pastetu, merinda, pane, farina, lardu, untu, aceto, rosol, vinu de doi, dei trei qui; albu, rosciu, muscatu, butelia, ola....

Corpo. — Capu, vultu, facie, fronte, temple, nasu, ochiu, orechie, buca, dinte, umero, dosu, braciu, mana, palmo, degetu, unghie, sinu, latu, costa, stomachu, genunchiu, polpa, nerva, vena, carne, sange, pele, os, cornu....

Azioni. — Stà, sedè, dormè, saltare, avere, vedere, tacere, cadere, auscultare, sonare, fàcere, stringere, arare, jocare, ducere, ardere, armare, cantare, cercare, dare, frangere, figere, fermare, gustare, implere, rinascere, pascere, perdere, piacere, radere, curere, vendere.

[178]. In Lombardia dicesi cicion (coccolo), dessedà, impremudà; e possiamo supporre si usassero in latino, giacchè il valacco ha coconu, desceptare, imprumutare.

valacco — quum è?lombardo — comè?
valacco — nòma, numailombardo — nomà (appena).

[179]. Xilander prese ad esame lo skip che si parla dagli Albanesi e dagli Arnauti, e mentre prima credeasi in parentela colle lingue tartare, o misto informe di neo-latine, attestò fosse ramo antichissimo delle indo-europee, derivato dal parlare che si osava colà prima della conquista romana.

[180]. Eliade, Parallelismu dal intre limba romena sci italiana. Queste affissioni di particelle, che pajono differenziare la lingua italiana dalla latina, in questa non sono inusitate, avendovi tune, quippe, cuivis, eccum, eccillum, ergone, intellestin’. Forse ce n’aveva altre, più simili alle nostre: forse gli elementi delle nostre non aveano in latino le ragioni eufoniche o anche grammaticali, per cui noi le unimmo. Basti l’accertare che non è un sistema nuovo.

[181]. Non voglio dire che la conquista non operi mai sulla lingua d’un paese, ma ci vogliono certe condizioni, di coltura superiore o almeno pari, di numero proporzionato, di spodestamento degli indigeni, di mancanza di precedente letteratura: tutte condizioni che non esistevano per l’Italia, mentre si riscontrano eminentemente nell’inglese, lingua ibrida, dove si combinano due elementi distintissimi, benchè entrambi d’origine ariana; l’anglo-sassone e il franco-normando. Su di ciò vedasi l’opera di Giorgio Marsh (ministro degli Stati Uniti presso il re d’Italia) The origin and history of the english language and of the early literature it embodies. Londra 1862.

Per coloro che nei nostri dialetti gran parte vorrebbero attribuire al celtico, noteremo com’egli riscontri che, in paese di tanta ingerenza celtica com’è quell’isola, pochissimo abbia tal lingua contribuito alla composizione de’ dialetti inglesi, neppure nella Scozia, ove moltissimi resti di cimrico appajono nei nomi geografici e genealogici.

[182]. Vedi a pag. 78.