Cioè: «1103 Christi Domini, fu cominciato il campanile di Reclus, il primo giorno di giugno. Pietro e Antonio suo fratello di Uja». Si impugnò questa data: ma il Piloni nelle Storie bellunesi riferisce, sotto al 1196, uno scritto latino, nel quale si trovano questi versi, allusivi ad un avvenimento di quell’anno:
De Casteldart havì li nostri bona part;
I lo zettò tutto intro lo flume d’Art:
E sex cavaler de Tarvis li plui fer
Con se duse fe i nostri presoner[139].
L’iscrizione sull’angolo esteriore della stanza del tesoro di San Marco presso alla mirabile porta della Carta a Venezia, male dal Gamba riferita al X secolo, e dal Cicogna al xiii, parrebbe della fine del XIV, e dice:
L’om po far e
die in pensar
e vega quelo
che li po inchontrar.