Le monete della restante Italia si classificano così: Italia superiore, Etruria, Umbria, Piceno, Vestini, Lazio, Agro Reatino, Samnio, Frentani, Campania, Apulia, Calabria, Lucania, Bruzj.
392. Delle statue antiche convien ricordarsi che molte sono restaurate. A dir solo delle più celebri, nel Laocoonte, capolavoro, che l'espressione esagerata del dolore colloca ai limiti ove l'arte comincia a decadere, è moderno il braccio destro del padre, e furono fatti dal Cornacchini l'antibraccio destro del figlio maggiore e tutto il braccio destro del minore: nel toro Farnese sono restauro la parte superiore di Dirce, le teste e le gambe di Zeto e Anfione: Michelangelo rifece le gambe dell'Ercole Farnese, che poi furono trovate: dell'Apollo di Belvedere son moderne le mani: alla Tersicore del Vaticano si sovrappose la testa di un'altra statua. Le statue di Ercolano e Pompej hanno questo insigne vantaggio, di essere state immuni da restauri.393. Nel 1755, e gli scavi regolari cominciarono nel 1799. Domenico Fontana, che nel 1592 guidò le acque del Sarno alla Torre dell'Annunziata, dovette coi cunicoli incontrarsi ne' monumenti di Pompej che attraversava: or come non nacque curiosità di esplorarli?394. Forse non era che un simbolo e un motto di buon augurio, che si ha pure nel musaico di Salisburgo, coll'aggiunta Nihil intret mali: ma di un postribolo si ha a Pompej un'iscrizione, ch'è bello tacere.395. Le scarpe de' Romani somigliavano agli odierni coturni, giungendo fin al polpaccio, sparati davanti, e chiusi da coreggie o lacciuoli. Era vanto l'averli ben serrati; ma dallo sparo, nelle persone eleganti, lasciavasi trasparire la calza, per lo più bianca o rossa, e sostenuta da un legaccio. La suola talvolta era rialzata da severo, che anche oggi trovasi opportuno a tenere asciutto il piede. La moda variò la forma e il colore del tomajo; le suole furono sin d'oro, ovvero ornate di gemme. Aureliano riservò alle donne le scarpe rosse, che del resto erano un distintivo degli imperatori.396. È singolare un musaico, ultimamente scoperto in un triclinio presso la porta Stabiana, di finitezza stupenda. Ha nel mezzo un teschio, e attorno simboli delle vicende della vita; un archipenzolo, un bastone, un'asta rovesciata da cui pendono cenci, una farfalla con ali rosse screziate d'azzurro, librata s'una ruota a sei raggi. Come vedemmo nel convito di Trimalcione, rammentavasi la fugacità della vita, per eccitare a goderne.397. Ultimamente si scopersero tombe sannitiche, fra le romane; anche con vasi e monete che attestano una civiltà sviluppata prima del contatto coi Greci.398. Delle tante opere relative agli scavi di Pompej il frutto venne raccolto in quella di Fausto e Felice Niccolini: Le case e i monumenti di Pompej disegnati e descritti. Ora il Fiorelli ha dato maggior regola alle scoperte e più scienza all'interpretazione.
Una particolarità bizzarrissima di Pompej sono le iscrizioni, che graffivano sul muro ragazzi e soldati petulanti, o amanti, o sollecitatori di voti. Un giovinetto scrisse:
Candida me docuit nigras odisse puellas;
e una donna, o fingendosi donna, vi soggiunse:
Oderis, et iteras non invitus;
Scripsit Venus Fysica Pompejana.
Un amante posposto scriveva: Alter amat, alter amatur, ego fastidio; e un arguto vi soggiungeva: Qui fastidit, amat.
E molte ricorreano dichiarazioni amorose; per es.: Auge amat Arabienum; Methe Cominiæs atellana (commediante) amat Chrestum corde. Sit utreisque Venus Pompejana propitia et semper concordes vivant.
Spesso sono scherzi, come questa lettera: Pyrrus c. Hejo conlegæ sal. Moleste fero quod audivi te mortuum: itaque vale. Sul palazzo di giustizia uno scriveva: Quot pretium legi? «Quanto si vende la giustizia?»