PARCE OPVS HOC SCRIPTOR TITVLI QUOD LVCTIBVS VRGENT SIC TVA PRÆTORES SEPE MANVS REFERAT
è la fine d'un epitafio di Mola di Gaeta, riferito da Mommsen ( Inscriptiones regni neapoletani ): come quest'altra: INSCRIPTOR ROGO TE VT TRANSEAS HOC MONVMENTVM AST... AN QVOIVS CANDIDATI NOMEN IN HOC MONVMENTO INSCRIPTVM FVERIT REPVLSAM FERAT NEQVE HONOREM VLLVM GERAT. Prego lo scribacchiante a lasciar intatto questo monumento: il candidato, il cui nome vi sarà scritto, possa esser rejetto nelle elezioni, e non giunga ad onore alcuno.
Alle volte l'iscrizione è tale, che chi la legge imprechi a se stesso; come la 1810 dell'Orelli: M. CAMVRIVS HORANVS H. M. H. N. S. SED SI HOC MONVMENTO VLLIVS CANDIDATI NOMEN INSCRIPSERO NE VALEAM. Mal mi capiti se a questo monumento iscriverò il nome di qualche candidato; mentre la 4751 dello stesso dice: ITA VALEAS SCRIPTOR HOC MONVMENTVM PRÆTERI. Ben t'avvenga se non scarabocchi questo monumento. E dianzi presso Narni fu trovata questa: ITA CANDIDATVS QVOD PETIT FIAT TVVS ET ITA PERENNES SCRIPTOR OPVS HOC PRÆTERI HOC SI IMPETRO AT FELIX VIVAS BENE VALE. Il tuo candidato divenga ciò che desidera, e tu abbi lunga vita; ma non scrivere su questo monumento. Se mel concedi, t'auguro salute e bene. Vedi Athenæum français, agosto 1855.
Pompej era città osca, e però gli annunzj e le indicazioni faceansi spesso in quella lingua. Ciò ch'è più notevole, essendo graffite le epigrafi da persone incolte, vi abbondano scorrezioni: così nel programma di un grammatico, Saturninus cum discentes rogat; versi di Virgilio, di Properzio, d'Ovidio (nessuno d'Orazio) son riferiti con errori e varianti. E quegli sbagli molte volte servono di riprova a quanto altrove assumemmo, cioè alla coesistenza d'un parlar vulgare, e alla sua somiglianza col moderno italiano. Cosmus nequitiæ est magnissimæ, esclama uno; un altro: O felice me; un terzo: Itidem quod tu factitas cotidie...
Dopo altri, più compiutamente ne trattarono Garrucci, Inscriptions gravées au trait sur les murs de Pompej; Fiorelli, Monumenta epigraphica pompejana ad fidem archetyporum expressa. Napoli 1854, edizione di soli cento esemplari a spese di Alberto Detken. E meglio Inscriptiones parietariæ pompejanæ, herculanenses, stabianæ etc. edidit C. Zangemeister, Berlino 1871, nel Corpus inscriptionum latinarum.
399 . Roma in montibus posita et convallibus, cœnaculis sublata et suspensa, non optimis viis, angustissimis semitis. Cicerone , in Rullum , 33.