Nel 1760 quando il Governo Spagnuolo propose di pulire le vie di Madrid, un'indignazione generale, fino nelle alte classi, l'accolse. Il Governo si appellò ai medici, che dissero pericolosa l'esperienza di cui era impossibile calcolare i danni: le stesse cattive esalazioni rendendo più greve l'aria, le toglievano, secondo il loro parere, qualunque proprietà malsana!!
Nel 1787 non si credeva alla circolazione del sangue; si vietava all'Università di Salamanca d'insegnare le scoperte di Newton, perchè non si accordavano con la religione; mancavasi d'una biblioteca perfino in Madrid; i bastimenti erano così guasti che non potevano sopportare il fuoco dei propri cannoni.
Essendosi riconosciuto che le miniere di mercurio di Almadeira non rendevano, perchè i minatori lavoravano perpendicolarmente invece di seguire la vena, fu ordinato di cambiare sistema, ma essi rifiutarono, sicchè si dovettero far venire dei Tedeschi e degli Irlandesi ed allora si ebbero buoni risultati.
Pietro Verri lamentava che Giuseppe II e il Governo Austriaco avessero posti i numeri sulle case e illuminate le vie di Milano.
Il Cinese, scrive Jamesel, guarda sempre indietro, mai davanti a sè; per lui ogni cosa buona ci viene dagli antichi, ciò che è nuovo non può essere che triste, e se per caso un'invenzione nuova ha proprio del merito, certo dev'essere così antica, che se ne perdettero le tradizioni.
Ebbene noi ridiamo dei Cinesi, ma infine facciamo altrettanto; da noi mentre la Chiesa si può dire il baluardo officiale contro ogni novità nel mondo morale e negli usi, le Accademie sono lo strumento officiale contro il genio e contro ogni novazione scientifica o letteraria; e quindi mentre non si trova una scoperta che ne abbia avuto impulso o favore, molte ne furono combattute fieramente e con successo, perchè esse hanno nella lotta per alleato il sentimento pubblico delle plebi e dei governi, che sono in gran parte composti di plebe.
Ma come io ho già dimostrato nell'Uomo di genio, non solo gli accademici, che sono, per lo più, dei meschini eruditi, ma gli scienziati di genio a lor volta sono i più atroci persecutori ed oppositori del nuovo: portando una enorme energia nel rifiutare le nuove scoperte degli altri, sia perchè la saturazione, direi, del loro cervello non permette loro altra soprasaturazione, sia perchè avendo acquistato una specie di sensibilità specifica per le proprie idee, restano insensibilizzati per quelle degli altri.
Così lo Schopenhauer, che pure fu uno dei più grandi ribelli in filosofia, non ebbe che parole di pietà e di sprezzo per i rivoluzionari politici; sentiva, in questo, così vivamente, che legò tutta la sua vistosa fortuna a favore di coloro che nel 1848 avevano contribuito a reprimere colle armi i nobili conati rivoluzionari.
Altrettanto si dica della vita pubblica. Malgrado l'opposizione dei pensatori, i popoli sono sempre inclini alle battaglie quasi ad una festa: ed il bilancio improduttivo della Guerra è, senza contrasto, sempre accetto da tutti, in confronto a quello della Pubblica Istruzione e dell'Agricoltura, il cui incremento ci renderebbe, pure, più ricchi e più forti e quindi più sicuri.
Nella vita politica noi latini giuriamo per un uomo, per Cavour, per Mazzini; in piena rivoluzione, ogni partito ha un uomo su cui giura. Basta che un Governo od un partito abbia dominato, sia pure per breve tempo, perchè lasci dietro sè dei partigiani convinti, direi quasi congeniti, anche quando a loro sia succeduto un partito, od un Governo infinitamente migliore: ne sono un esempio quei fedelissimi seguaci che lavorano per il ristabilimento di Governi che furono detti la negazione di Dio, come in Italia i Borbonici e i Papisti, i Carlisti in Ispagna, i Legittimisti in Francia, ecc.