Più importante, forse, è il trovare una media dell'8 al 12% di orfani fra i minorenni, poiché la popolazione libera minorenne è, con tutta probabilità, in proporzioni inferiori; e ciò vale anche per i minorenni rei (23 a 30%) che perdettero od il padre o la madre (18%).
Non posso parlare, con certezza, degli orfani di padre, che avrebbero dato nelle statistiche italiane circa il 26 di delinquenti, mentre davano il 23% quelli di madre; poichè negli alienati notammo 51 dei primi e 10 dei secondi.
Certo è invece, che fra gli orfani e gli esposti condannati si vede predominare il sesso femminile, ma sopratutto fra gli esposti. E ciò anche al difuori di quella subcriminalità che è la prostituzione; cosicchè Oettingen riesce a questo calcolo singolare: che mentre ogni 5 maschi si trova una femmina delinquente, invece per 3 esposte delinquenti si trova un maschio.
Educazione.—La femmina, più debole e più passionata degli uomini, ha più bisogno dell'appoggio e del freno della famiglia per durare nel retto sentiero, da cui la devia più facilmente che negli uomini la sempre aperta e lubrica strada del meretricio; e in ciò entra essenzialmente l'influenza ereditaria; chè le figlie di un traviamento sessuale più facilmente vi sono trascinate esse medesime, e da quello, alle colpe più gravi.
La maggior frequenza degli esposti fra delinquenti, spiega la prevalenza de' minorenni delinquenti fra le popolazioni urbane che si nota da noi (Cardon, op. cit.), essa ci dà la misura dell'azione, massime dell'abbandono e del danno della mancata educazione.
Parenti viziosi.—È cosa naturale che, ancor più dell'abbandono, debba influirvi sinistramente l'educazione malvagia.
Ricordiamo qui quell'eredità morbosa che secondo Sichart va fino al 36% e secondo Marro al 90%, il 6,7% di parenti epilettici, il 4,3% di suicidi, il 16% di beoni[125], il 6,7 di pazzi (vedi cap. seguente), cifre che s'elevano nei parenti dei rei più gravi a 27% di beoni secondo Penta, di 41% secondo Marro, e di 27% di criminali o viziosi secondo Virgilio, di 45% secondo Marro.
Come può l'infelice ragazzo difendersi dal male, quando questo gli venga rappresentato con rosei colori e, peggio, imposto coll'autorità e coll'esempio dai parenti od istruttori?
La V. era sorella di ladri; fu educata dai suoi come un maschio; vestita da maschio, prese aspetto virile e maneggia coltelli con vigore; ruba per istrada un mantello ed arrestata ne incolpa i suoi parenti.
La famiglia Cornu era composta di assassini e di ladri, abituati al delitto dai parenti fino dalla più tenera infanzia. Di cinque fratelli e sorelle, una sola avea mostrato ripugnanza invincibile al crimine: era la più piccola; ma essi ve la iniziarono, facendole portare, per due leghe, nel grembiale la testa di una loro vittima; scorso breve tempo ella si era così spogliata d'ogni rimorso, da mostrarsi la più feroce nella masnada, da volere praticare le torture più crudeli ai passeggieri. Crocco, che a tre anni colpiva a sassi i compagni e spennava gli uccelli, era stato dal padre lasciato quasi sempre solo in mezzo ai boschi fino a diciannove anni.—Il Fregier racconta di un ragazzo che era l'orgoglio del padre ladro, perchè a tre anni sapeva cavare in cera l'impronta delle serrature.—Le mogli degli assassini, scrive Vidocq, sono più pericolose dei mariti. Esse avvezzano i bimbi al delitto, dando loro regali per ogni assassinio che si commette.