Aubry (Annales médico psycologiques, 1892) ci diede uno studio curiosissimo su una famiglia di criminali.

La famiglia K..... occupava, nei secoli scorsi, un posto elevato nella società: ma già al principio di questo secolo era completamente decaduta; oramai non si componeva più che dei figli di due fratelli, Lu... e Ren...: Ren... aveva passato tutta la vita in contatto coi criminali, senza essere egli stesso mai stato condannato: era molto originale, appassionatissimo pei combattimenti dei galli, gran donnaiuolo, con un numero infinito di amanti e di figli, tanto che tutti i bambini del quartiere lo chiamavano papà; da una delle sue amanti nacque un gran numero di criminali. La famiglia di suo fratello Lu... non presenta nulla di notevole, salvochè suo figlio, il giorno dopo della morte dello zio Ren..., saputosi diseredato da questo, si uccise, lasciando un testamento dove scriveva: «Non si accusi nessuno della mia morte; io mi uccido per fuggire i nemici insopportabili, procacciatimi dalla mia sciocchezza, e per non essere stato abbastanza in guardia contro la furberia di certa gente.

Le due amanti di Ren..., che gli diedero una prole di degenerati, erano Z..., moglie d'un carnefice, da cui nacque una femmina morta tisica a 24 anni e F...., pure maritata, cui l'opinione pubblica accusava di avere avvelenato il marito!

F..... ebbe 5 figli, dei quali 2 dal marito e 3 dall'amante. I figli avuti dal marito furono:

1. Z..., che visse separata dal marito, era una mattoide querulante; tutto era per essa occasione di far questioni: ma perdeva regolarmente i suoi processi; ebbe parecchi amanti, un oratore, tra gli altri, di gran talento da cui ebbe parecchi figli, uno dei quali poeta, un pittore, ecc., celebri. 2. Fi..., proprietaria d'un postribolo; ha due figli, di cui uno cieco e affetto da paralisi del Parkinson.

Tra i figli, che F... ebbe dall'amante Ren..., sono da notarsi:

1. Em..., che, vegliando il cadavere del padre, si ubbriacava colla cognata, e ch'ebbe una figlia di condotta immorale; una nipote prostituta (a 15 anni) e ladra.

2. Em..., contadino, tentò di suicidarsi strozzandosi; sposò una Fe..., donna estremamente dissoluta, nota per rapporti incestuosi col figlio maggiore, ladra in complicità con sua figlia, sospettata gravemente di aver ucciso il genero, ubbriacona; sua figlia la chiamava: Vecchia carica di delitti.

Da questo triste matrimonio nacquero due figli:

1. Maria, che in un periodo mestruale uccide il marito aiutata dalla madre, benché al Tribunale siano state assolte entrambe; la Maria, che aveva parecchie relazioni adultere si mostrò molto allegra dopo la morte del marito, e dopo quella dell'unica bambina morta di difterite.