Ciò viene pure provato da quella fatale parola siciliana omertà, che ad un tempo accenna alla virilità ed al malandrinaggio.
V'è, sul finire della giovinezza, una specie di tendenza istintiva verso il delitto, che, dalle menti immature, si prende per una prova di virilità. Ciò molto bene espresse Manzoni nel suo romanzo: «Gervaso «a cui, per aver tenuto mano ad una cosa che puzzava di criminale, «pareva d'essere diventato un uomo come gli altri...» (Cap. XI).
Marra saggiò collo studio degli onesti questa recrudescenza degli impulsi atavici nella pubertà: egli su 917 scolari dai 6 ai 10 anni trovò: condotte buone 48,3%—mediocri 33,3%—cattive 18,21%.
Studiando poi 3012 individui tra gli 11 e i 18 anni trovò: condotta buona 64%—mediocre 46%—cattiva 9,2%.
Però discriminandola nelle varie età egli ottenne:
| cattiva condotta | buona condotta | |
| a 11 anni | 69% | 6,0% |
| a 12 anni | 62% | 10,2% |
| a 13 anni | 63% | 11,1% |
| a 14 anni | 58% | 10,1% |
| a 15 anni | 60% | 11,7% |
| a 16 anni | 62% | 7,0% |
| a 17 anni | 68% | 8,6% |
| a 18 anni | 74% | 7,8%[145] |
il che risponde aritmeticamente, se si tien conto della prima esacerbazione—tra 11 e 13 anni—a quella quota di pazzia morale che abbiamo trovato nella infanzia e—verso a 16 ai 17 anni—a quell'altra esacerbazione col 2º massimo della condotta cattiva e il 2º minimo della buona che ripullula all'avvicinarsi della pubertà.
Il 10% dei reclusi della Generala mi confessò francamente di essersi dato al ladroneccio prima dei 12 anni, per istigazione ed ammaestramento di compagni più che per vero bisogno.
Pretesa scala del delitto.—In un caso potei constatare una vera graduazione nell'entità del furto, avendo il ragazzo rubato prima 4 soldi per comperarsi una trottola, poi 8 soldi, poi 1 franco, poi 3. Ma in genere la pretesa scala del delitto è immaginaria, e molti incominciano ad entrare nel crimine per la porta massima dell'omicidio e dello stupro,—ed i delitti più atroci sono spesso i più precoci. Si trovò un giorno a Milano un vecchio crivellato di 82 ferite; lo si credette vittima di atroce vendetta; ma il processo provò che gli autori erano 5 giovanetti da 15 a 19 anni che l'aveano voluto uccidere per spogliarlo e col bottino scialare in postribolo: tutti vollero contribuire con parecchi colpi all'eccidio (Locatelli, op. c.).
I grandi delinquenti cominciarono, tutti a mostrarsi tali nell'età giovanile, specialmente allo sviluppo della pubertà, qualche volta anche prima. Bousegni a 18 anni, Boulot a 17, La Brinvilliers a 18 anni, Boulot a 12, Dombey a 7 1⁄2 anni era ladro, a 12 ladro e sacrilego. Salvatore B., che mi scrisse la sua vita, confessa che a nove anni aveva tentato furti e stupri.—Crocco a 3 anni spennava gli uccelli; Lasagna, d'Alessandria, a 11 anni tagliava la lingua ai buoi e la inchiodava sui banchi. Verzeni era omicida e stupratore a 17 anni. Cartouche a 11 anni derubava i condiscepoli. Lemaire, a 19 anni era di una perspicacia e di una sveltezza tale, sia nell'ideare come nel commettere un delitto, da superare l'abilità del complice Avinain che ne aveva 60: del resto, tutti due avevano un eguale istinto feroce e perverso. La Lafargue a 10 anni strozza i polli. Feuerbach narra di un parricida come prendesse diletto da bimbo nel far saltare e svolazzare i polli da lui accecati.