Ricettazioni20,2
Avvelenamenti122,7
Aborti, infanticidi476,8
Incendi8,6

Questi ultimi si possono ritenere dunque come delitti più proprii alla natura femminile (Roncoroni, o. c.).

La scarsità dei delitti contro l'Amministrazione dello Stato si spiega facilmente considerando che, relativamente agli uomini, sono pochissime le donne.

La minima partecipazione della donna alla grassazione, all'assassinio, omicidio e ferimento, si deve alla natura stessa della costituzione femminile: l'immaginare un assassinio, il prepararlo, l'attuarlo richiedono almeno in un gran numero di casi, non soltanto forza fisica, ma una certa forza e complicazione delle funzioni intellettuali, anzi più queste che quella. E un tal grado di sviluppo fisico e mentale è di regola deficiente—in confronto all'uomo—nella donna. Ci sembra che invece i reati relativamente all'uomo più frequenti nella donna, siano quelli che richiedono minore forza fisica e intellettuale, e ciò valga sopratutto per le ricettazioni, per gli avvelenamenti, per gli aborti e gl'infanticidi. E dico forza intellettuale, e non coltura, in quanto che è noto che gli avvelenamenti vengono commessi con frequenza anche da persone colte.

Quetelet già aveva fatto osservare che queste differenze dipendono, assai più che non da una minore pravità dell'animo, dalla vita più ritirata, la quale porge minori occasioni alle aggressioni, alle mancanze al pudore; dalla minor forza, quindi minori assassini; dalla minore istruzione, quindi minori delitti di stampa.

Difatti, nei delitti domestici esse uguagliano, e qualche volta superano i maschi. Negli avvelenamenti dànno una cifra di 91%, e nei furti domestici del 60, senza dire che negli aborti e negl'infanticidi stanno come 1250 a 260 dei maschi.

Se aggiungiamo che l'abbondanza maggiore dei delitti nei maschi per mancanza al pudore viene, più che eguagliata, superata, almeno davanti allo psicologo, dal meretricio, e che nei paesi e nelle epoche più civili la criminalità della donna aumenta, e quindi tende ad avvicinarsi alla virile, troviamo che le analogie sono molto maggiori di quanto si potrebbe aspettare.

Prostituzione.—La scarsità delle condanne per ozio, vagabondaggio e contravvenzioni deriva da molte circostanze, tra le quali possiamo enumerare la molto minor tendenza della donna all'alcoolismo e quindi alla serie di mali che ne seguono; il partecipare in minor grado al commercio; al fatto che nell'età giovine le prostitute sostituiscono qui completamente e assolutamente la criminalità, facendo il vagabondaggio e l'ozio, parte, si può dire, della ignobile professione[153].

Poichè se non davanti al giurista, certo davanti alla pubblica opinione, le prostitute dovrebbero contarsi fra la popolazione criminale, ed allora le partite fra i due sessi sarebbero pareggiate, e forse il sesso debole avrebbe una prevalenza. Secondo Ryan e Talbot, ogni 7 donne di Londra, e ad Amburgo ogni 9 ragazze, si conterebbe una prostituta.—Noi in Italia n'abbiamo 9000 di riconosciute; e nei grossi centri 18, e fino 33‰ abitanti (Castiglioni, Sulla prostituzione, Roma, 1871).

E la triste quota si è raddoppiata, decuplata in alcuni paesi. A Berlino, da 600 che erano nel 1845, crebbero a 9653 nel 1863. Du Camp calcola a 120,000 le sole clandestine di Parigi negli ultimi anni (Paris, 1876).