ambedue perchè ricevono paga giorno per giorno e non han bisogno di lungo tirocinio.

Le professioni che s'esercitano in città, che più espongono all'alcoolismo (cuochi, calzolai, osti), che mettono il povero a troppo continuo contatto coi ricchi (camerieri e servitori), o che facilitano i mezzi pei malefici (muratori, ferrai), dànno una quota notevole alla delinquenza, e più alle recidive (cuochi e calzolai, 6-20), il che è illustrato dalla filologia poichè coquin viene da coquus e poi coquinus.

Le professioni che espongono a minori contatti, come i barcaiuoli ed i contadini, dànno le quote minime della delinquenza, e le minime dei recidivi (barcaiuoli).

Dopo i professionisti i più inclini ai reati di libidine su bambini furono in Francia i calzolai, al che deve contribuire, oltre l'alcoolismo, l'atteggiamento della persona che eccita gli organi genitali, e infatti i calzolai dànno anche un maximum di venerei (Descuret, o. c.).

Queste proporzioni trovano un riscontro in quasi tutti gli altri paesi.

In Austria su 1 milione di abitanti furono condannati per reato di sangue secondo le professioni[158]:

Persone dedite all'agricoltura.
Possidenti e fittabili 46,8 49,3
Castaldi 53,2
Operai 51,6
Persone dedite all'industria o commercio.
Intraprenditori 23,8 37,7
Impiegati 13,0
Operai 45,5
Possidenti e rentiers 15,9
Professioni liberali 6,1
Persone di servizio 133,6
Altre professioni 26,0
Persone senza professione 4,8
Tutta la popolazione d'Austria, eccettuate le persone senza professioni che comprendono le donne ed i bambini 49,6

Il coefficiente minimo di delinquenza, fatta astrazione delle persone senza professione, trattandosi di donne e bambini, è dato dai possidenti e dalle professioni liberali.

Considerando in essi i delitti di sangue, secondo che premeditati o non, le varie professioni sono distribuite in guisa, che su 1 milione d'abitanti si trova: