Religione, morale, politica.—Dove la civiltà non ha ancora ben penetrato, anche le idee di giustizia e di morale non sono abbastanza chiare; quindi si vede la religione farsi alle volte partecipe, istigatrice al delitto (Vedi Cap. X).
Abbiam veduto che, in grazia di una bolla antica, or è pochi anni, il clero di Sicilia componeva a denaro i delitti. Quindi, all'inverso di quanto accade ordinariamente, i preti sonvi spesso complici di delinquenti.—L'avv. Locatelli, in Sicilia, deplora d'avervi veduto, in due anni, ben 8 preti condannati per assassinio: due preti, p. es., uccisero un servo perchè denunziava al vescovo le loro oscenità.
Il Pugliese fu condotto da un prete al saccheggio di S. Giovanni.
A Bari veniva, a spese del brigante Pasquale, celebrata ogni giorno regolarmente la messa dei briganti.
Noi siamo (ripetevano costoro ad un amico di Pitrè) benedetti da Dio: lo dicono li Vangelii de la Missa (Fiabe, III, 1875, p. 50).—Per altri esempi si vedano le pag. 172 e segg.
La morale tien bordone ad una simile religione.
Nella Basilicata, Pani Rossi (op. cit.) sentì spesso chiamare brigantiello dalle madri il loro figliuolo; Crocco era il loro Carminuccio; i ricchi soprannominavano re della campagna Ninco-Nanche.
«La parola malandrino perdè in Sicilia perfino il suo significato, ed invece di un appellativo d'infamia, divenne pel popolo uno di lode, del quale molti onesti popolani menano vanto. Io sono malandrino significa infatti, per loro, essere un uomo che non ha paura di nulla, e specialmente della giustizia, la quale nella loro mente si confonde col governo, o meglio colla polizia» (Tommasi-Crudeli).
Mancando il concetto vero della morale, ed essendo scemata e quasi tolta la distanza fra lo strato equivoco e lo strato onesto, è cosa naturale che il malandrino trovi un complice nel colono ed anche nei proprietari in mezzo a cui vive, e che riguardano il delitto come una nuova specie di speculazione. E questo, secondo le relazioni dei Prefetti, è il guaio massimo della Sicilia, dove i veri briganti che battono la campagna sono pochi, ma si centuplicano, in date circostanze, coi colleghi avventizii, dove perfino i grossi proprietari si vedono usufruire dei briganti per imporre ricatti, far cassare testamenti, acquistare predominio sui loro concittadini.
Da ciò viene anche la mancata denuncia, parendo questa più immorale che non l'omicidio; sicchè si sono veduti moribondi dissimulare, fino all'ultimo momento, il nome del feritore. Non è l'omicidio che desta ribrezzo, bensì la giustizia. Onde è che anche quando il delitto, per raro caso, è denunciato, non è punito; così su 150 briganti del Napolitano, presi coll'arme indosso, 107 furono prosciolti dal giurì e 7 soli condannati (S. Jorioz).