Ibridismi sociali.—Ma più ancora che la scarsa civiltà di un paese, vi influisce, sinistramente il cozzo contraddittorio, le mescolanze della poca o della troppa civiltà; come, p. es., in alcune regioni d'Italia ed in molte dell'America, dove si vedono popoli tutt'altro che appieno inciviliti, sotto un reggimento, il cui modello è preso a prestito dai popoli più civili. Da questa assurda mescolanza, proprio come da quella delle acque dolci colle salse, sorge un gravissimo danno, in ispecie quanto alla criminalità, poichè, al pari che nell'esempio citato, mentre mancano i vantaggi delle due condizioni, se ne hanno i danni moltiplicati. Così i grandi agglomeri, le maggiori ricchezze, l'alimentazione più lauta aumentano i vagabondaggi, gli stupri ed i furti, e ne rendono men facile la rivelazione; mentre la giurìa, il rispetto alla libertà personale, la facilità delle grazie rendono, spesse volte, quasi impunito il delitto; e le leggi elettorali, in ispecie, quando, come in America si estendono fino all'ordine giudiziario, gli offrono un nuovo strumento di potenza e di disonesti guadagni. Così si è veduto, ora, la camorra estendere le sue fila sulla stampa, sulle elezioni dei consiglieri provinciali, forse anche dei deputati, ed in America dei giudici; col che i tristi ottenevano, pur troppo, un doppio vantaggio, l'immediato guadagno prima, e l'affidamento della propria immunità dopo.
Guerre.—Vi hanno causa grandissima i perturbamenti politici, le guerre e le sedizioni. In queste circostanze, gli agglomeri aumentati, le passioni eccitate, la facilità di avere armi, la minor vigilanza od energia del governo, sono cause naturali alle associazioni del mal fare, le quali si ingrossano o diventano audaci a tal punto da convertirsi in veri avvenimenti politici; come sono le stragi di Alcolea e delle Comuni di Parigi, quelle attuali del Messico, o della Nuova Orleans, di S. Miguel, e, fra noi, gli eccidi di Pontelandolfo e di Palermo. Questi avvenimenti, diventati ora straordinari, erano i fatti più comuni dell'epoca antica.
Nel medioevo le oppressioni dei baroni avevano dato al brigantaggio il colore di istituzione sociale, in una difesa o vendetta dei vassalli contro i padroni, i quali alla loro volta riguardavano la rapina un nobile mestiere.
Il decennio dopo la restaurazione di Silla fu l'età d'oro dei ladri e dei pirati in Italia (Mommsen, R. Geschichte, 3-53).
Nel 1793, a Parigi in occasione della distribuzione gratuita di pane, s'agglomerarono tanti vagabondi e malfattori, che si dovette pubblicare un avviso ai forastieri, perchè non uscissero di notte, se non volevano essere derubati. I ladri giungevano all'audacia di asserragliare le strade maestre con corde. Carlo di Rouge era capo di una banda che saccheggiava le grandi cascine presentandosi come commissario della repubblica e vestito del suo uniforme.
Durante la guerra napoleonica, vicino ai paesi invasi, eravi un'armata brigantesca, l'armata della luna, composta di falsi soldati e falsi ufficiali, che saccheggiavano i vinti e i vincitori (Vidocq). Altrettanto avvenne, qui, al tempo delle invasioni degli Unni, dei Goti e dei Vandali. Recentemente, quando il Borbone ritiravasi a Roma, il brigantaggio infierì negli Abruzzi; come quando esso erasi rintanato in Sicilia, nel 1806, infierì nelle Calabrie; e quando, sotto Murat, il mestiere del brigante era divenuto pericoloso, i Borboni sbarcarono nelle Calabrie i galeotti di Sicilia. Chi più rubava era il più ben accolto dal re. «Gli atti nefandi, scrive il Colletta, perdendo così la loro natura, e il delitto divenendo una sorgente d'industria, se ne infestò tutto il reame». Anche nell'alta Italia, molte erano le bande sorto sotto il dominio di Napoleone, in parte per causa delle leve.
E ciò non parrà strano a chi sappia l'indole immorale della guerra.
Non so quale stupida leggenda fa credere anche ai più o meno serii pensatori che la guerra sia moralizzatrice, e ve n'hanno molti che nel vedere la corrente di corruzione che va innalzandosi ogni giorno più, fino ad affogarci, invocano la guerra a suprema moralizzatrice come un uragano che spazzerà il sudiciume morale che ci inquina, ma essa appunto come l'uragano sarà ben facile che esso ci faccia del male, ma non è possibile che ci faccia del bene.
Lo Spencer in quel bellissimo studio sulla Morale in cui tanti dei portati della nuova scuola sono intravveduti, mostra che i popoli bellicosi furono e sono i più immorali.
«I Carens (pag. 121), egli scrive, popolo in perpetuo antagonismo con tutte le altre tribù sono crudelissimi». Gli Afridi, altra razza Indou guerriera di cui si dice: «Un Afrido è di solito in lite coi nove decimi dei suoi parenti», ha mancanza assoluta di senso morale. I furti vigliacchi, gli omicidi commessi a tradimento e a sangue freddo, sono per lui il sale della vita.