Dalla statistica criminale italiana di 20 anni, se una cosa risulta sicura è che la divisione per regioni e per grandi zone che sussiste per i dialetti, per la stampa, per la fisonomia, pei costumi, per la razza, in Italia, vive ancora più evidente quanto alla criminalità. Ricordinsi le grassazioni a guisa dei clan medioevali o delle tribù arabe della Sardegna!

I matrimoni precoci e più numerosi e la più frequente e precoce prostituzione, si notano là dove il clima è più caldo, col massimo nelle Calabrie, Basilicata e Sicilia; minimo nelle regioni centrali (Umbro Etrusche). La massima mortalità ed il maggior numero dei vecchi son dati dalle provincie meridionali ed insulari, e la minima dalle settentrionali.

Nella quota di tasse di consumo[215], le quote minime sono pagate dall'Italia insulare e poi dalla meridionale, che dànno invece la quota massima nel gioco del lotto[216].

Infine troviamo il massimo dei reati denunciati nelle regioni insulari e nell'Italia meridionale, con predominio speciale dei reati contro le persone.

Quanto ai reati contro la proprietà, il massimo spicca in Roma e Sardegna, cui subito dopo tengono dietro l'Emilia, il Veneto e la Lombardia.

Nè questa regionalità tende a scomparire. Gli studi di 30 anni fa sulla forma del cranio e sulla statura, dai quali mi risultò predominare la doligocefalia in Garfagnana, Calabria, parte della Sicilia e nella Sardegna, e la brachicefalia nel Piemonte, Veneto, Toscana e Abbruzzi, e la statura alta nel Lucchese, Veneto, ecc., furono recentemente confermati da nuovi studi del Livi (V. Studi di Antropometria militare italiana, Roma, 1896).

Una sola tendenza alla fusione delle varie regioni esiste, pur troppo..., nelle assoluzioni dei giurati, che sono in grande aumento dal periodo 1876-80 al 1881-85: ciò che aggrava il significato dell'aumento della criminalità per condanne che abbiam visto avvenire malgrado suo.

Però è notevole che nemmeno questo fa sparire il regionalismo; abbiamo sempre in entrambi i periodi il massimo di assoluzioni in Sardegna, poscia nell'Emilia un secondo massimo; e in genere, tolta l'Emilia, il minimo numero ne troviamo nell'Italia centrale: e badando alle varie categorie di reati, la Sardegna assolve, si può dire, tutti i reati, meno alcuni contro la proprietà, quelli contro l'ordine della famiglia e contro la pubblica tranquillità; la Sicilia, la Calabria e in gran parte le Puglie assolvono tutti i reati contro la sicurezza dello Stato, e in forti proporzioni quelli contro il commercio, le ribellioni ed i reati di stampa, contro i costumi e la pubblica tranquillità; il Piemonte assolve sempre i reati di stampa e in forte numero i reati contro la pubblica amministrazione e contro l'ordine della famiglia; il Veneto è benigno per tutti i reati di stampa e per quelli contro le persone.

È evidente, dopo ciò, che data la precocità sessuale di alcune regioni, non solo si deve condannare diversamente in una regione lo stupro su una dodicenne da quello che in un'altra: ma anche il limite d'età per la responsabilità deve mutarsi nelle zone nordiche ed in quelle meridionali ed insulari; ad ogni modo non si può nè si deve fissare al tavolo, ma dopo un esame pratico, che ci dimostri se la precocità sessuale non vi è seguita, anche, dalla psichica, e fino a quali limiti.

Abbiamo veduto come non è solo la statistica dell'omicidio che si centuplicava da una all'altra regione d'Italia: ma, quel ch'è più grave, la statistica delle assoluzioni ti fa vedere come lo stesso reato sia considerato in diverso modo nell'uno e nell'altro paese.