Tanti sforzi riuniti delle Società giunsero a modificare in proposito profondamente le leggi. Si cominciò in America del Nord fin dal 1832 a ordinare un supplemento di paga ad ogni marinaio che rinunciasse alla sua razione di grog; nelle truppe di terra si tolsero i liquori forti alla razione (proibendo anche persino di venderne alle vivandiere), compensandoli in caffè e zucchero, misura imitatasi poi dalle grandi società industriali.
Nel 1845 lo stato di New York si dichiarò contrario alla vendita dell'alcool; altrettanto si fece nel Mayne; ma siccome questo nei magazzeni si rivendeva egualmente in segreto, si passò dopo molte lotte alla famosa legge del Mayne, che proibiva assolutamente la fabbrica e perfino la vendita di liquori spiritosi, tranne per l'uso igienico, e pur ne difficoltava ed assai il trasporto; proibiva di tenerne nelle proprie case più di un gallone, autorizzava perfino le perquisizioni domiciliari per scoprirne i depositi nelle case private[230]. Questa legge fu adottata anche dagli Stati vicini di Michigan, Connecticut, Indiana, Delavare, ecc.: ma fu in gran parte neutralizzata dagli stranieri e dalla facoltà che aveva il potere centrale di dare concessioni di osterie.
In tutti poi gli Stati Uniti, con leggi parlamentari 1841 e 1875, si proibì all'oste di dar da bere agli scolari, ai minorenni, agli alienati ed ai selvaggi (legge imitata poi dalla Prussia e dalla Svizzera); si rese responsale l'oste dei danni o lesioni che potesse recare l'ubbriaco, per il che nell'Illinese deve fare un deposito da 4 a 5000 dollari; anzi in alcuni Stati esso deve rispondere anche pei danni che reca alla famiglia stessa del beone abituale coll'ozio e colle malattie procurate dalle sue bevande. Anche le concessioni vennero limitate e gli osti assoggettati a forti tasse annue, da 200 fino a 1000 dollari.
In Inghilterra fin dal 1656 si proibì la vendita di spiritosi alle feste, più tardi con legge 1854 e 1872 se ne limitarono a poche ore gli spacci.
In Iscozia, anzi, dopo la legge Forbes Mackenzie, si chiusero del tutto nelle feste le osterie, e d'allora in poi gli arrestati per ubbriachezza decrebbero da 6367 a 1317 e quelli in domenica da 729 a 164; meglio a Glasgow da 23.785 a 16.466.
Una misura più pratica e più semplice in proposito è la multa inflitta dalla legge inglese (Vict. VIII) e dalla scozzese (1862), da 40 scellini a 7, o ad un giorno di carcere per chiunque sia trovato pubblicamente in istato di ubriachezza.
Nel 1871, auspice Gladstone (che ne restò vittima), si limitò con legge apposita il numero dell'osterie, cioè:
- Nelle città 1 ogni 1500 abit.—nelle campagne 1 ogni 900 abit.
- Nelle città 2 ogni 3000 abit.—nelle campagne 2 ogni 1200 abit.
- Nelle città 3 ogni 4000 abit.—nelle campagne 3 ogni 1800 abit.
salvo quelle modificazioni che volessero indicare i singoli municipi; si istituirono ispettori speciali per controllare le osterie clandestine e le sofisticazioni dei vini, che furono punite con multe progressive seguite dalla chiusura dell'esercizio.
Colla legge 1873 si ordinò di non concedere licenza di osterie finchè non fossero morti i titolari degl'esistenti; dal fondo delle licenze si prelevarono somme per acquistare le vecchie osterie e chiuderle.