Così da un'inchiesta aperta e verificata sul sito dalle mie figliuole mi risulta che sopra un centinaio di famiglie operaie le quali sono pure tutte occupate in Torino, ben 50% sono sempre caricate di debiti, e il 25% sono iscritte alla beneficenza parrocchiale, senza la quale sarebbero esposte addirittura a morire di fame.
Qui vuolsi, finchè la civiltà l'abbia reso superfluo, quell'ausilio della carità che era una volta il solo soccorso contro la miseria e ne resta ancora il più immediato e quindi il più indispensabile.
Solo ora noi dobbiamo volere che anche la carità si spogli dell'antica corteccia conventuale e fratesca e spiri le nuove aure, modellandosi, mano a mano che i tempi procedono, sulle orme della trasformazione economica, della previdenza cioè, della cooperazione e infine del collettivismo.
In ciò eccellono le nazioni anglosassoni e quelle in cui le religioni protestanti, calviniste, ecc. volgarizzarono la carità facendo accomunare al prete, che ne aveva un rispettabile e santo, ma circoscritto monopolio, il cuore del pubblico, il cui fanatismo religioso trova sfogo nelle più sbrigliate, ma feconde fantasie, che giungono a toccare i lati più lontani e più remoti del bisogno, armonizzando così la carità antica colle norme più moderne dell'economia.
Noi vedremo come in Inghilterra e in Svizzera la carità ingegnosamente fa servire l'indigente a favore dell'indigente, per es., le madri disoccupate a raccogliere i bambini di quelle occupate; e organizza una quantità di opere utilissime, alberghi e asili temporanei per le serve, pei disoccupati, agenzie di lavoro, ecc., così ingegnosamente ingranate l'una nell'altra che una contribuzione minima da parte del beneficato basta a mantenere l'istituzione salvaguardando intanto la giusta fierezza dell'onesto indigente.
A Ginevra[238], p. es., nella piccola capitale dei calvinisti, una delle poche di Europa dove il delitto è in decremento, abbiamo l'enorme quota di 400 istituti di beneficenza o religiosi—di cui: 35 pei bambini (12 per gli orfani, 7 per portarli ai bagni, 5 ospedali, 5 per protezione dei bambini a domicilio, 1 di ricreazione, 2 scuole per gli apprendisti, 1 industriale, 1 musicale)—16 pei vecchi, di cui: 5 asili, 1 per pensioni a domicilio, 10 assicurazioni—48 per le donne, di cui: 4 asili per ragazze, 1 per donne cadute, 4 per operaie disoccupate, 5 per serve, 8 ospedali di cui: 5 per le serve e 3 per le ragazze, 1 ricreatorio, 1 società contro la prostituzione, 1 per la difesa, 4 per agenzie di collocamento, 7 per procurar lavoro a domicilio, 8 patronati per istitutrici, ragazzi, ecc.—46 per gli uomini, di cui: 11 per gli accidenti del lavoro, 8 di varie nazionalità per facilitare l'occupazione agli emigrati, 2 per organizzare gli emigranti, 3 pei disoccupati, 4 pei ricreatorî e sale di lettura, 4 per conferenze, 1 contro i giuochi d'azzardo, 1 per comperar gli strumenti di lavoro, 1 per collocamento di apprendisti, 9 società di temperanza, 9 cucine popolari, ecc. ecc.
Le istituzioni più speciali sono: le società per il miglioramento degli alloggi, per gli alloggi igienici a buon mercato; le casse di risparmio speciali che raccolgono i denari al minuto per restituirli in merce acquistata all'ingrosso; alberghi di famiglia per i forestieri poveri, operai in cerca di lavoro.
Una delle società più caratteristiche è quella delle vecchie carte; distribuisce a molte famiglie dei sacchi: ogni dato tempo li ritira pieni di carte vecchie, col cui prezzo paga un locale ed un'agenzia; questa ritira i vestiti e oggetti raccolti dai ricchi, e dopo averli, per opera di indigenti, lavati, ricuciti, verniciati, trasformati, li vende poi a prezzi ridottissimi, o regala ai bisognosi. Vengon sollevate così molte miserie, senza che nessuno ne abbia l'onere.
Altre agenzie procurano lavoro alle donne povere e si incaricano di venderlo; altre pagano delle disoccupate che attendano alle famiglie degli operai occupati che non possono accudire la casa.
E, nota caratteristica, tutto vi si regge da sè, senza bisogno di mecenati. Gli asili, gli alberghi di famiglia per le serve, e le istitutrici, ecc. non sono mai gratuiti: si paga poco, il minimo possibile, in posticipazione, a tarda scadenza, ma infine la società e l'asilo son mantenuti da quelli che se ne giovano. È questa una specie di evoluzione della carità che le toglie tutto ciò che ha di umiliante e la trasforma in aiuto valido e efficace per riuscir definitivamente nella vita più che a cavarsi d'impaccio per un momento.