Una notte sognò di sentire che Dio da lei pregato le dava in dono l'epigrafe: «Scelta e sigillata da Dio», e si fece porre quelle parole sul letto.
Morì di tisi entro l'anno—e tanto fu il rumore che sparse intorno a lei che dopo la sua morte ben 80 dei suoi complici divennero o parvero divenire onesti[244].
Non giuro per quest'ultimi, ma la conversione di Delia è sicura: ne è prova la trasformazione della fisionomia che è controllata dalla fotografia.—Ma prima di tutto: se si pensa che alla prostituzione e al delitto fu condotta dopo uno stupro mediante narcotico, che non vi fu precocità, che anche nel delitto si conservava protettrice dei deboli, essa appare più criminaloide che rea-nata. E ad ogni modo, l'istantaneità stessa della conversione (Fu, disse, un affare di tre minuti), sotto l'influenza della sensazione suggestiva, il fiore, che tanto qui agì come non di raro agisce nelle catastrofi amorose, la irruenza stessa che portò nella conversione, provano come qui la passione religiosa sostituiva le altre passioni.—Ma evidentemente tale caso strettamente individuale come l'altro che mi fu fornito dal Battisti; di un ladro e vagabondo e beone che sotto le prediche e gli esempi dei missionari di temperanza s'ascrisse alla loro schiera, tutto ad un tratto convertito[245] e vi perdurò, non potrebbero citarsi a proposito della cura della criminalità come è organizzata da noi, dove questi fecondi fanatismi non attecchirebbero.
Ricordando poi che questi miracoli avvengono più specialmente fra gli Anglosassoni e Svizzeri, par probabile che l'influenza, che noi attribuiamo qui alla religione, si debba alla razza ed alla peculiare civiltà che li porta a grandi ideali, a nobili fanatismi; tantochè aumentano sempre più; mentre col crescere della cultura decresce certo il sentimento religioso; ed infatti fioriscono contemporaneamente e ottengono eguali prove di nobile fanatismo le società per la Cultura etica senza religione (Pfungst, Ueber die Gesellschaft für Ethische Kultur, 1896).
«Nei paesi Calvinisti la religione (scrive Ferrero) recluta migliaia di fanatici, che sotto i nomi e le teorie più diverse si agitano febbrilmente non in onore di un rito ma per salvare le anime umane.
«Londra è la capitale di questi fanatici della filantropia; sono uomini o donne di tutte le classi e posizioni sociali, ricchi o poveri, istrutti o ignoranti, normali o matti, che si sono fitti in mente di guarire la malattia sociale e di sradicare dalla società una forma speciale di miseria e dolore. Uno si è preso a cuore i bambini torturati dai genitori; l'altro i vecchi diventati ciechi; un terzo i pazzi maltrattati nei manicomii; un quarto i prigionieri usciti dal carcere»
Ma nei paesi latini queste agitazioni non sono promosse perchè cadrebbero nel vuoto; la tradizione della carità amministrativa ed esercitata per mezzo dell'autorità pubblica o della chiesa è così forte e profonda che nessuno vuole occuparsi personalmente delle miserie sociali. Se i bambini sono spesso maltrattati nelle grandi città e se i giornali protestano energicamente scuotendo un poco l'opinione pubblica, questa domanda una legge dello Stato, che non sarà nemmeno applicata e se ne contenta: ma nessuno penserà a fondare società private, come ce ne sono tante in Inghilterra, che spiino i genitori crudeli e giungano in tempo a strappar loro di mano le piccole vittime[246].
«In Italia come in Francia non si riesce mai a determinare una grande corrente di protesta morale contro qualcuna delle più dolorose tristizie sociali: e le tempre entusiastiche ed attive devono cercare altrove un campo più adatto a spiegare la loro energia» (Ferrero. Vita moderna, 1893).
Vedasi, p. es., la Salvation Army[247], istituzione creata dal Booth, con forme esteriori mattoidesche, gerarchia militare, uniformi bizzarre, ma con intenti santissimi pienamente raggiunti: è una specie di setta che ha per iscopo di combattere colle armi anche le più strane il vizio e il delitto e di prevenirlo. Essa lotta contro l'alcoolismo con meetings, con alberghi di temperanza a buon mercato, con elevators in cui sono accolti benignamente i salvandi anche se ricaduti più volte e con specie di cucine popolari che han distribuito nel 1895 3.396.078 pranzi; combatte il vagabondaggio coi dormitori che ricoverano ogni notte più di 4100 individui in media per 1 penny fino a 6 secondo i comodi che si desiderano; chi non ha denaro può però guadagnarne sul posto, lavorando qualche ora per conto della Società.
In questi dormitori sono tenuti la sera dei meetings a cui partecipano, se vogliono, gli ospiti, e dove si fa la maggior retata dei salvandi. Là, sono informati di tutti i mezzi che si possono offrire loro, per tirarli su dalla vita che fanno; se lo desiderano, sono iscritti agli uffici di collocamento, che trovarono impiego, nel solo 1895, a 19.372 persone, o ammessi negli elevators, stabilimenti speciali, in cui sono adibiti a un lavoro retribuito, o vengono ammaestrati in un mestiere, se non ne conoscevano alcuno, finchè possano essere collocati o privatamente o nelle fattorie-villaggi della Salvation Army, mantenendosi in relazione colla casa per 4 anni. Questi elevators in un solo anno, nel 1895, hanno protetto e mantenuto 3275 individui.