La Sicilia offre pure un esempio evidente dell'influenza etnica sull'omicidio.

Le provincie orientali di Messina, Catania e Siracusa hanno una intensità di omicidii semplici e qualificati (Atlante) molto inferiore a quella delle provincie di Caltanisetta, Girgenti, Trapani e Palermo.

Ora è noto che la Sicilia, così diversa pel carattere delle sue popolazioni dalla vicina penisola meridionale, in gran parte anche per i molti elementi nordici (Vandali, Normanni, Francesi, Fiamminghi) che l'hanno invasa e dominata, presenta nelle sue coste orientali una prevalenza di elementi ellenici, dai Magno-greci in poi, che è impossibile non mettere in relazione colla minore intensità di omicidii di quel versante (come per le Puglie); ed una prevalenza nella parte meridionale e settentrionale, invece di elementi saraceni ed albanesi, che certamente concorrono a determinare maggiore intensità di omicidi in quelle provincie.

Il Reclus scrive: «All'assedio di Palermo dai Normanni (1071) si parlavano cinque lingue in Sicilia; arabo, ebraico, greco, latino, siciliano volgare. L'arabo rimase la lingua prevalente anche sotto i Normanni. Più tardi Francesi, Tedeschi, Spagnuoli, Aragonesi contribuirono a fare dei Siciliani un popolo diverso dai vicini d'Italia per l'assetto, i costumi, le abitudini, il sentimento nazionale.... La differenza fra le popolazioni siciliane è grandissima, secondo la prevalenza di questa o quella razza nell'incrociamento. Così gli abitanti delle provincie etnee, che sono forse d'origine ellenica più pura degli stessi greci, perchè non sono mescolati cogli Slavi, hanno un'eccellente rinomanza di buona grazia e di mitezza. I Palermitani al contrario, presso i quali l'elemento arabo ebbe maggiore influenza che in qualunque altra parte, hanno in generale i lineamenti gravi e diversi costumi» (Ferri, o. c.).

Nè varrebbe il dire che queste contraddizioni potrebbero dipendere dall'influenza delle grandi città, perchè vediamo la provincia di Palermo inferiore nei furti qualificati (150 per 100.000 ab.) a quella di Trapani (168) e Catania (173) e negli altri reati in genere contro le proprietà la provincia di Palermo (243) inferiore a quelle di Catania (248) e Caltanisetta (272).

Gli è, invece, che il sangue saraceno e albanese com'è più proclive ai reati di sangue, meno propende invece ai reati contro la proprietà.

La criminalità della Sardegna è pure caratteristica, sia nel confronto con quella del continente e soprattutto di Sicilia, sia nel contrasto quasi costante fra il Nord (provincia di Sassari) ed il Sud (provincia di Cagliari) nell'isola stessa.

Etnicamente la Sardegna si differenzia dalla Sicilia, perchè fino dall'antichità remotissima e poi ai tempi di Cartagine, «i Fenici ebbero in Sardegna più vasto imperio e più lunga dominazione che in Sicilia», talchè «anche il cranio degli odierni Sardi conserva in parte l'antico tipo del cranio fenicio (dolicocefalo); ed in Sardegna ebbero molto minore prevalenza gli elementi saraceni, di cui si hanno le due colonie dei Barbaricini nelle Barbagie (prov. di Sassari) e dei Maureddi presso Iglesias (prov. di Cagliari)[21].

Questa differenza etnica, certo concorre a determinare la più intensa criminalità media contro le persone in Sicilia (malgrado l'inferiorità delle provincie orientali) e viceversa la maggiore delinquenza media contro le proprietà in Sardegna. Confrontando, per es., la Sardegna colla Sicilia, nell'Atlante, si vede lo spiccato contrasto delle due isole nella intensità degli omicidi semplici che si conferma anche più per i ferimenti volontari. E se per gli omicidii qualificati la Sicilia in totale dà una quota alquanto minore, per le basse cifre delle provincie orientali, la quota totale però di tutti i reati contro le persone, compresi gli omicidii semplici e qualificati e le grassazioni con omicidio, è molto superiore nella Sicilia (vedi pag. 29).

Viceversa nei reati contro la proprietà la Sardegna (per la prevalenza del sangue semita) è molto superiore alla Sicilia, specie per i furti qualificati, come per i reati contro la fede pubblica, mentre nei reati violenti contro la proprietà, come grassazioni, estorsioni e ricatti senza omicidio, la Sicilia riprende una certa prevalenza.