La misura capitale dell'isolamento preventivo dei criminali, è resa immensamente più facile, ora, dalle conoscenze di antropologia criminale: poichè i caratteri fisionomici e craniologici uniti ai biologici e agli eccessi nelle tendenze al mal fare rendono più facile anche nelle mani del maestro il distinguere la criminalità sempre più progrediente e incurabile del reo-nato da quella temporaria e quasi generale del fanciullo (Vedi Vol. I, cap. II e III).

Dal primo studio che sia stato fatto in proposito in Italia (Studi antropologici in servizio alla pedagogia, Vitale Vitali, 1896) appare che su 333 scolari esaminati 43, ossia il 13% aveva anomalie craniane gravi. Ora di questi anomali 44% erano poco disciplinati o indisciplinati; mentre degli altri giovani a cranio normale solo il 24%, quasi la metà, era poco o nulla disciplinato. Dei primi: il 23% aveva poca intelligenza od ottusa e il 27% inerte; dei secondi: l'11% intelligenza ottusa e il 10% inerte, mancando di ogni profitto 2% di questi e il 9% degli altri.

Dei 43 anomali 8 si lagnavano di dolori e calore alla testa, di incapacità a persistere nel lavoro, e 12 avevano impulsività colleriche e impossibilità di contenersi: 6 avevano mancanza di senso morale, insistendo senza alcuna ripugnanza a commettere gravi infrazioni[251].

L'isolamento, in tali casi (4%), mentre servirà a tentare un salvamento con metodi nuovi di cura e di pedagogia del reo nato nella sola epoca in cui è possibile, impedirà certo il suo perfezionamento nel male, e quello che più importa, il suo pernicioso contatto cogli altri: impedirà che da un pomo congenitamente malato si guastano centinaia di sani.

Nè questa idea che ho creduta nuova per quanto capitale[252] nella cura del delitto, è poi nuova nelle sue applicazioni.

Nell'Inghilterra quando un ragazzo o manca alla scuola, o vi si conduce male, in seguito a un regolare giudizio, è chiuso nella scuola dei refrattari—trouant's schools.

Benchè l'abito non faccia il monaco, si procura di dargli immediatamente, dalla testa ai piedi, la sensazione di una nuova vita; perciò è pettinato, o meglio rasato, lavato, disinfettato e rivestito di panni puliti. Viene poi collocato in una squadra ed obbligato al silenzio tutta la settimana salvo la domenica, e a tutti i servigi interni e ai lavori di sartoria e calzoleria, che si alternano con ginnastica e esercizi militari. I piccoli reclusi sanno che da loro stessi dipende il riconquistare la libertà in un tempo più o meno lungo, poichè possono restare nella scuola dagli 8 a 14 anni. Generalmente, e per la prima volta, questa scuola forzata non dura più di 8 settimane: trascorso questo tempo, il fanciullo vien rilasciato con l'ammonizione di frequentare le scuole ordinarie. Di questi liberati o licenziati, il 25 o il 30% mancherà alla promessa e si farà rinchiudere un'altra volta, per quattro mesi e, quando ci ricaschi una terza volta, per sei. Finalmente, se è necessario un trattamento morale più prolungato, vengono mandati in una Scuola Industriale, od in una Scuola di riforma.

Si noti: che lungi dagli accumuli informi che si fauno da noi, nei riformatorii, essi si dividono in piccoli gruppi: si separano i viziosi dai criminali e dai semplici rei occasionali; scemandovi almeno in parte quei danni che sempre provoca l'accumulo in questi istituti, e per cui è preferibile quanto più si può spedirli in baliatico nelle famiglie.

Aggiungo che se codesti istituti qualche volta riuscirono, è anche perchè abituano il giovinetto a un qualche lavoro continuato, sia pur leggero, ma ritmico, regolare, da cui rifugge ordinariamente il criminale-nato, che quindi, se è tale, vi si ribella e così meglio ci permette selezionarlo dagli altri.

Io credo che per quanto mal organizzate, in questo senso, giovano le nostre scuole perchè col lavoro continuo facilitano il passaggio di quella che noi chiamiano subcriminalità fisiologico-infantile alla onestà fisiologica ed additano invece i non adatti, i veri rei-nati. Certo è per questo che le così inutili scuole arabe, chinesi, tibetane che si risolvono in teologie metafisiche o esercitazioni automatiche, pur riuscirono utili alla morale.