Noi abbiamo veduto (Vol. I, p. 388) che il tatuaggio ivi sale nelle proporzioni del 40%; indizio gravissimo d'ozio e di immoralità; ma ve n'è un altro, se è possibile peggiore: quello di un gergo speciale. Così la carne è da loro chiamata cucurda o scoss, la minestra boba o galba, l'acqua lussa, i sigari lucertole o busche, il tabacco moro, gangher o fanfaer, i maestri di disciplina tola, l'avvocato lo scuro.
Questo mostra che malo spirito di associazione vi domini. Tutti, infatti, sanno delle molte loro sommosse, specie di quella del 1875, in cui poco mancò non riuscisse ai più coraggiosi di evadere in massa; essa fu organizzata da una combriccola dei giovani più robusti ed astuti dell'istituto, detta Società della corda, perchè essi si servivano a segnale di una cordicella stretta al pugno.
L'8% dei giovani da noi interrogati alla Generala, non dimostrava neppure a parole volontà alcuna di pentirsi dei falli commessi ed erano pure i falli più gravi (ferimento, furto recidivo); essi dicevano che se gli altri loro coetanei avevano denari per divertirsi, anche essi avevano diritto di procurarsene, rubando in casa o fuori; e v'era chi aggiungeva che qualunque delitto fossero per commettere, non compenserebbe mai il male che fu fatto loro soffrire nei riformatori.—Il 3% negava risolutamente il fallo imputato, e l'11% affermava il suo pentimento con tale noncuranza, da mostrare averlo piuttosto sulle labbra che nell'intimo del cuore. Il 5% giungeva sino ad insultare i genitori. Uno di questi, interrogato sulla professione del padre, rispose che era un boia di cancelliere al tribunale, che bisognerebbe impiccare; un altro, parlando di sua madre, disse che era una b...scia, che cercava qualunque via di disfarsi dei figli, per potersi più comodamente abbandonare ai suoi vizi!!
Io ne notai un 10% che rubò prima dei 12 anni, e di questi parecchi eran recidivi per la terza volta.
Ed in che modo provvede il Governo all'emenda di tutti costoro?
Egli vi raccoglie i peggiori respinti dagli altri stabilimenti e li accomuna e mesce coi semplici abbandonati, coi delinquenti adulti in custodia.
Un cappellano, coadiuvato da alcuni giovani più anziani e più istrutti, dovrebbe attendere all'educazione morale ed intellettuale, ma ogni suo sforzo va perduto fra tanta massa di gente. Si negano i giornali per paura che la relazione dei delitti ecciti la loro fantasia già di troppo portata al mal fare, ma in pari tempo anche i libri utili e morali.
La Generala possiede attorno a sè un ampio giardino cintato, coltivato ad ortaglie dai giovani stessi sotto la sorveglianza di alcuni giardinieri. Con ciò si crede di aver provveduto all'educazione agricola, ma pochi ettari di terreno bastano appena al lavoro di alcune diecine, e per pochi mesi dell'anno. Vi ha poi nello stabilimento qualche grande stanzone destinato al lavoro per chi vuole attendere ai vari mestieri, di calzolaio, di falegname, di fabbricante da stuoie. Una ventina circa attende in locale a parte allo studio della musica.
Dappertutto mancano utensili, materiali, e sopratutto buoni istruttori perchè mancano i mezzi per pagarli. Due omicidi adulti sono maestri d'arte a quei giovinetti. E poi quel locale basta appena a contenere un trenta o quaranta giovani, ed anche questo poco è di data affatto recente[266].
E tutti quegli altri che non hanno alcun lavoro da eseguire? Cosa altro devono fare se non: istruirsi nel vizio, simulare od eseguir furti, tentare pederastie quasi sott'occhio dei guardiani, o nella notte sforzare le già malferme serrature, o inventare nuovi modi di congiure e di complotti, od, al meno male, disegnarsi tatuaggi?