Quanto a prevenire le altre cause di malcontento suggeriamo:

Affinità di razza.—Se, osserva il Lanessan[273], si sapesse badare all'esperienza storica, che mostra come, allorchè il popolo dominante è inferiore in potenza e coltura, il dominato finisce per liberarsene completamente, prova ne siano gli Stati Uniti, la Grecia e l'Olanda, la buona politica consisterebbe nell'abbandono spontaneo; ma la vanità e gl'interessi immediati accecano e non lasciano prendere questa risoluzione se non rare volte, come fece l'Inghilterra con le isole Ionie. Più facile è quel distacco relativo, di cui diedero esempio l'Austria coll'Ungheria e in parte l'Inghilterra colle sue colonie, che diminuisce la dipendenza, i contatti e gli attriti, togliendo una delle grandi cause delle ribellioni e dei delitti politici; tanto più che i popoli, amministrandosi, vedono, da sè, i mali più salienti e sanno porvi il rimedio.

Questa politica del distacco e dell'autonomia conviene, talora, anche in una stessa nazione, quando, per le condizioni di razza, vi sia una enorme disuguaglianza, com'è da noi tra il nord ed il sud. Allora una legge uniforme, civile, penale, politica, come un vestito uguale applicato a membra disuguali, provoca dolore e danno e quel continuo malessere che si esplica colla rivolta.

Viceversa, a torre certi danni della disaffinità etnica, come l'anti-semitismo, gioveranno i matrimoni misti, nuove occasioni di rapporti reciproci nell'armata, nelle elezioni, nei tribunali, negli stessi cimiteri, e quanto valga a scemare le differenze nei riti, negli usi, nelle professioni, ecc.

Oltre a ciò, dove sia possibile, gioverebbe la creazione di tribunali misti, composti di rappresentanti le razze che sono restie all'assimilazione.

Nelle razze regredite con disaffinità poco assimilabili, come nelle caste indiane, nelle popolazioni fanatiche mussulmane, l'unica politica conciliativa sta nel declinare, invece, ogni tentativo di conciliazione, di progresso religioso e civile e nell'osservare scrupolosamente lo statu quo, e fin nei minimi dettagli, fino al rispetto per la cenere di carta scritta nel Tonkino (Lanessan), e pel grasso di porco e pei roghi delle vedove nell'India, del che ci furono e sono maestri Romani ed Inglesi.

Discentramento.—Spencer trova già nel discentramento l'avvenire della società politica.

In Francia la legge provvede agli sbagli dei testamenti, al mantenimento dei letterati, all'allevamento dei bimbi, quasi quasi alla forma letteraria[274]. Al popolo che si tratta come un bambino, si toglie la spontaneità, l'abitudine di lottare contro le difficoltà: quindi succede che quanto gli Inglesi chiedono alle mutue associazioni, i Francesi reclamino solo dal Governo; nè possano avere dei Governi liberi, stabili, perchè quando sono liberi, anarcheggiando, perdono ogni stabilità, e il Governo che perdurerebbe di più, il Cesareo e sarebbe perciò forse il più adatto, non vi è naturalmente mai libero.

E concentrando in pochi molti poteri si dà adito alle massime corruzioni tanto più coll'immunità parlamentare che ne coprono gli autori.

Fate invece che le città amministrino liberamente i loro affari secondo la loro importanza, eleggendo il proprio capo, assumendo per sè la giustizia di prima istanza, l'insegnamento secondario, la polizia, le prigioni, le grandi vie di comunicazioni, ed avrete tolto una gran fonte di ingiustizie, d'abusi e quindi, per reazione contro queste, di delitti politici.