Alcune di queste misure potranno parere contrarie a certe massime di ideologia penale, più sublimi che pratiche, che innanzi alla miope intolleranza passano per intangibili assiomi, potranno reputarsi di difficile attuazione da chi si spaventa alle spese prime e non pensi al largo margine che offrirebbesi in futuro, specialmente se si falcidiassero, almeno pei recidivi, i molti, costosi, e sì poco utili procedimenti giuridici, provocati da soli errori di forma[363]; ma non si potranno, ad ogni modo, tacciare di compromettere quella sicurezza sociale, cui dovrebbero convergere tutti i sistemi, nè di trovarsi, come molte altre, in opposizione colle premesse, di cui sono una naturale, diretta, conseguenza.

L'orbita del delitto è, troppo profondamente, scolpita nel libro del nostro destino, perchè noi possiamo lusingarci di sopprimerne il corso: ma se non fallano altre leggi inconcusse, come quelle della selezione delle specie, ci è dato sperare, con tali provvedimenti, di poterne moderare gli effetti ed impedirne un'ulteriore diffusione.

CAPITOLO IV. Dimostrazioni pratiche dell'utilità di queste riforme.—Inghilterra.—Svizzera.

Che molte di queste riforme ottengano il decremento del crimine lo dimostra il fatto, che dove nulla si fece in proposito come da noi o in Spagna, o quasi nulla come in Francia, il delitto è in aumento, mentre dove molte di quelle riforme si introdussero, come in Londra e Ginevra, ivi il delitto è in chiaro decremento.

Ora è in Inghilterra e in Svizzera dove vidimo cumularsi, si può dire tutti i provvedimenti possibili preventivi contro il delitto, il baliatico morale, gli istituti contro l'alcoolismo ecc.

Mentre noi in Italia, non facciamo che constatare ogni anno un progressivo aumento dei reati, a Ginevra esso va di continuo diminuendo da mezzo secolo a questa parte, e diminuendo in tal modo da costituire un fenomeno addirittura eccezionale[364].

Nel periodo 1829-1838, i delinquenti condannati annualmente dalla Corte criminale erano a Ginevra 79 ogni 100.000 abitanti, e i delinquenti condannati dal tribunale correzionale erano 1000; nel periodo 1872-1885, i primi furono soltanto 12, e i secondi 300 (sempre, s'intende, ogni 100.000 abitanti). Una diminuzione quindi, nel primo caso di 5⁄6, nel secondo di 2⁄3. E questa diminuzione—che costituisce già un grandissimo titolo d'onore per la città svizzera—è ancor maggiore quando non si tenga conto che della criminalità esclusivamente indigena. I delitti commessi dai soli ginevrini diminuirono negli ultimi cinquant'anni di quasi 9⁄10.

Ma quali sono le cause che fanno della città di Ginevra un'oasi di moralità in Europa?

Una prima causa il Cuénoud crede di rintracciarla nel fatto che gli stranieri stabiliti da tempo a Ginevra, si sono assimilati gli usi e i costumi dei ginevrini, il che corrisponde all'osservazione di Joly (La France criminelle) che mentre coloro che immigrano in un paese dànno, sul principio, una percentuale fortissima alla criminalità, mano mano che si fissano e si naturalizzano nella nuova patria, diventano più morali ed onesti; ma giustamente gli obbietta Ladame (nel Journal de Genève del 4 febbraio 1891) che l'assimilazione degli stranieri agli indigeni non impedisce e non arresta l'immigrazione: le stesse cause quindi che agivano nel passato agiscono anche oggi: e se, da una parte, la popolazione di Ginevra si assimila annualmente un certo numero di stranieri, l'influenza moralizzatrice che ne risulta è d'altra parte neutralizzata dai nuovi immigranti che agiscono in senso opposto:

Nè può essere l'istruzione poichè abbiam visto che essa aumenta la criminalità; la ragione unica è che Ginevra (V. Cap. VIII, Ricchezza) è forse il solo paese dell'Europa centrale ove si accumularono istituti di carità mutua che senza avvilirla rimedia ai mali più gravi della povertà; ed istituti preventivi per bimbi, per le donne abbandonate, contro all'alcoolismo ecc.