In uno v'era sinostosi occipito-atlantoidea.

In uno di questi crani furono trovati i condili occipitali con duplice fossetta articolare, l'una anteriore verticale che si continua all'innanzi con la porzione basilare dell'occipite, l'altra posteriore orizzontale: forma che è normale nei ruminanti[397].

10.—In 49 crani di delinquenti, dei quali 35 di ladri, e gli altri o di feritori o di omicidi passionati, quasi tutti bolognesi, il dott. Coraini[398] trovò apofisi lemuriana in 20 (40,8%), plagiocefalia in 7 (14,2%), sutura metopica in 8 (16,3%), sutura parieto-frontale (pterion retourné) in 2 (4,8%), foro condiloideo doppio in 2(4,8%), fossa occipitale mediana in 5 (9,8%), terzo condilo in 5; canale o foro basilare in 10 (20,4%); fossetta faringea in 6 (12%): asimmetrie facciali in 9, ecc. Dai dati craniometrici, risultò la previdenza della brachicefalia e dell'ipereurigonia la quale ultima risponde alla frequenza in questi crani dell'apofisi lemuriana e di faccie grandi, quadrate o rettangolari.

11.—Il prof. C. Winkler[399] di Utrecht, ha misurato e confrontato 50 teste di assassini e 50 di normali (reclute) e sottoposte le misure al calcolo differenziale, ha concluso che i primi si distinguono per una microcefalia frontale ben manifesta, ed un ingrandimento assai accentuato di tutte le misure facciali, confermando la legge di Lombroso: «che il criminale è una varietà umana caratterizzata da una fronte piccola e da un viso grande».

Ricerche analoghe sono state estese da uno scolaro del Winkler, il dott. D. H. I. Berends[400], a 50 paranoici, 50 epilettici e 50 imbecilli e confrontate tra loro in grafiche assai dimostrative.

Quanto al diametro frontale minimo, gli epilettici e gli assassini si comportano analogamente, con prevalenza però delle fronti più piccole negli epilettici. E così anche nel diametro frontale massimo e nella linea oto-mentaria (distanza tra le due fosse ontitragali passante pel mento) in cui tanto gli assassini che gli epilettici hanno cifre maggiori degli altri tre gruppi; nella distanza bigoniaca gli assassini hanno, soli, cifre enormemente più alte degli altri gruppi.

La conferma che ha dato il calcolo a tali conclusioni si basa su questi principi: che quando un gruppo d'individui rappresenta un certo tipo, bisogna che in tutti una stessa dimensione si avvicini sempre ad un dato valore—la media del tipo—e che vi sia una legge comune che tenda a dare a tutti gli individui la stessa dimensione-tipo; altrimenti i valori di questa nei singoli individui e gli scarti dalla media sono puramente fortuiti e non rispondono ad alcuna teoria: per esempio, si può calcolare la media delle pagine di ciascun libro d'una biblioteca, ma questa media non risponde a nulla di reale.

Ora si può presumere che la media rappresenti un tipo se la distribuzione degli scarti è conforme ad una data formola esponenziale. E se si trovano per due serie di individui delle medie che differiscono sensibilmente tra loro, è probabile che gli individui delle due serie appartengano a due varietà.

Tale è il caso per parecchie delle misure prese dal Winkler nei criminali e nei normali, nelle quali le medie differiscono per modo da rendere probabile la esistenza di due tipi o varietà, quello degli uomini ordinari e quello dei criminali.

II. Cervello.