Marmocchio,
Una pezza del tuo marmocchio (gitano).
È importante poi il notare che questa razza così inferiore nella morale ed anche nella evoluzione civile ed intellettuale, non avendo mai potuto toccar lo stadio industriale nè, come vedesi, in poesia passare la lirica più povera, è in Ungheria creatrice d'una vera arte musicale, sua propria, meravigliosa—nuova prova della neofilia e genialità che si può trovare mista agli strati atavici nel criminale[25].
CAPITOLO IV. Civiltà.—Barbarie.—Agglomeramento.—Politica.—Stampa.—Delitto collettivo.
Civiltà.—Fra i tanti problemi sociali, uno desta più il desiderio di una soluzione sicura e precisa: quello della influenza che esercita la civiltà sul delitto e sulla pazzia.
Se noi ci atteniamo alle nude cifre, certo il problema par bello e risolto, perché esse ci mostrano un aumento nel numero dei delitti e delle pazzie, quasi per ogni anno che corre, aumento sproporzionato a quello della popolazione[26].—Ma molto opportunamente il Messedaglia fa, in proposito, riflettere la grande probabilità di errore cui va incontro chi voglia risolvere, su semplici dati numerici, problemi complessi, in cui entrano parecchi fattori ad un tempo. Potrebbe, infatti, il maggiore aumento, così dei reati come delle pazzie, spiegarsi per le modificazioni delle leggi civili e penali, per una maggiore facilità alla denuncia ed al ricovero, specialmente dei pazzi, vagabondi e minorenni, e per una maggiore attività della polizia.
Una cosa par certa (e noi ne toccammo a lungo più sopra, p. 253), che la civiltà abbia la sua, come ben la chiama il Messedaglia, criminalità specifica, ed una n'abbia, a sua volta, la barbarie. Questa, ottundendo la sensibilità morale, scemando il ribrezzo agli omicidi—ammirati spesso come atti d'eroe—considerando la vendetta un dovere, diritto la forza, aumenta i delitti di sangue, le associazioni dei malfattori, come fra i pazzi le manie religiose, la demonomania, le follie di imitazione. Ma i legami domestici sonvi molto più forti, l'eccitamento sessuale, le smanie dell'ambizione assai minori, e quindi molto meno frequenti i parricidi, gl'infanticidi ed i furti.
I tipi di civiltà che l'uomo ha finora creato—scriveva Guglielmo Ferrero—sono due: la civiltà a tipo di violenza, e la civiltà a tipo di frode. L'una e l'altra differiscono fondamentalmente per la forma che assume in esse la lotta per l'esistenza. Nella civiltà a tipo di violenza, la primitiva, la lotta per la vita si combatte essenzialmente con la forza: il potere politico e la ricchezza sono conquistati con le armi, sia a danno dei popoli stranieri, sia a danno dei concittadini più deboli: la concorrenza commerciale tra un popolo e l'altro è combattuta sopratutto con gli eserciti e le flotte, cioè con l'espulsione violenta degli antagonisti dai mercati che si vogliono sfruttare comodamente da soli; le liti giudiziarie sono risolute col duello. Nella civiltà a tipo di frode, la lotta per l'esistenza è combattuta invece con l'astuzia e con l'inganno; ai duelli giudiziari subentra la guerra di cavilli e di raggiri degli avvocati; il potere politico è conquistato non più con gli scudi di ferro, ma con gli scudi d'argento; il danaro è attirato dalle tasche altrui con frodi e con malìe misteriose come i giuochi di borsa; la guerra commerciale è combattuta con il perfezionamento dei mezzi di produzione e più ancora dei mezzi di inganno, vale a dire con abili falsificazioni che diano al compratore l'illusione del buon mercato[27].
Alla civiltà del primo tipo appartengono od appartennero la Corsica, in parte la Sardegna, il Montenegro, le città italiane del Medio-Evo, e in genere quasi tutte le civiltà primitive. Alla seconda invece appartengono tutti i popoli civili moderni, quelli cioè in cui il regime capitalistico borghese si è interamente sviluppato in tutte le parti del suo organismo.
La distinzione fra i due tipi—però—non è così assoluta nella realtà come nella teoria, perchè talora nel seno di una stessa società si mescolano alcuni caratteri di un tipo e alcuni dell'altro.