Egli servendosi, oltrechè dei dati riportati nella detta tavola, anche del movimento dei prezzi medi annuali di cinque mercati: Milano, Firenze, Roma, Avellino e Cagliari, giunge a queste deduzioni:
1º Un rincaro del vino porta sempre una diminuzione di grassazioni, molto spesso anche d'incendi e danni; talvolta però porta un aumento negli altri reati contro la proprietà, in modo simile a quanto avviene quando rialza il prezzo dei cereali: viceversa pei ribassi. I reati contro il commercio e i falsi non se ne risentono.
2º Il furto, tanto semplice che qualificato, va gradatamente diminuendo da 196 e 160 nel 1880; a 105 e 107 nel 1887, mentre il valore e il consumo dell'alcool diminuisce; però i furti crescono mentre l'alcool continua a diminuire.
3º Il vino è il fattore principale e più potente nella determinazione dei reati contro le persone: tutte le varie specie di tali reati risentono in generale l'influenza delle variazioni che si verificano nel prezzo di esso; particolarmente variano inversamente al variar del costo del vino le ferite e percosse e i reati di competenza pretoriale quasi senza eccezioni, sufficientemente pure gli omicidi e ferimenti con morte. Così le ferite e percosse, nel 1887-88, col calar del prezzo del vino, crescono, da 158 ch'erano nel 1886, a 180 e a 192, e calano subito a 178 crescendo, nel 1889, il prezzo del vino. Invece le diffamazioni e ingiurie sono affatto indipendenti dal costo del vino.
Tutti gli altri reati ne risentono alcuni poco, altri nulla; quelli però contro la pubblica amministrazione e in particolare le ribellioni e violenze a pubblici ufficiali, 1881-88, ne risentono moltissimo[68].
Per l'influenza dell'alcool sulla criminalità del Regno Unito della Gran Brettagna e Irlanda lo stesso autore trovò:
1º Agli aumenti nel consumo dell'alcool corrispondono con sufficiente ma non precisa frequenza[69], diminuzioni nei crimini contro la proprietà senza violenza, e quando esso scema si hanno quasi del pari aumenti e cali; ma un po' più spesso aumenti di detti reati: nel 1875-76, p. es., aumentano mentre il consumo d'alcool cresce, ma poi nel 1877-78 crescono quando questo cala.
2º Sui crimini contro la proprietà con violenza il consumo dell'alcool non ha chiara influenza.
3º I crimini contro la proprietà con distruzione dolosa a preferenza calano col maggior consumo dell'alcool; infatti dal 1870 al 1875 e dal 1863 al 1865, mentre il consumo dell'alcool va aumentando, questi perciò diminuirono da 276 a 260 e da 519 a 238, con eccezione però del periodo 1848-55, in cui il consumo dell'alcool e quello dei reati va aumentando di pari passo; diminuendo poi il consumo dell'alcool, questi delitti; aumentano o diminuiscono indifferentemente; così alla diminuzione costante del consumo durante il quattordicennio 1875-89, corrisponde ora aumento ora diminuzione di reati.
4º I crimini di falso e contro la circolazione monetaria scemano anch'essi collo scemare del prezzo del vino fino al 1884, ma poi rimontano indipendentemente da esso.