5º I crimini contro le persone mostrano di essere legati al consumo dell'alcool e degli alcoolici aumentando gradatamente coll'aumentare del prezzo dell'alcool, come nel periodo 1848-57, ma non diminuiscono col diminuire di esso nel periodo 1873-89[70].
6º Gli altri crimini non hanno un rapporto troppo chiaro, i delitti e le contravvenzioni scemano a preferenza quando scema il consumo dell'alcool[71].
Circa l'influenza del vino nella Nuova Galles del Sud non troviamo chiara corrispondenza che coi furti e le ricettazioni di res furtivae e i furti di cavalli e gli incendii, i quali quando aumenta il consumo dell'alcool (1884, 1891) o sono ad una cifra alta o aumentano; per bere molto se mancano denari si ricorre al furto. Non risentono alcuna influenza invece gli altri reati contro la proprietà. E neppure gli stupri e poco chiaramente gli assassini e tentati assassini e gli omicidi e i ferimenti; meno netto ancora è il rapporto per i reati di competenza inferiore.
Infatti i furti danvi il massimo 737 p. 100.000 nel 1882, quando è massimo il consumo del vino (0,85), diminuendo con esso fino al 1885 a 583 (consumo 0,65), e risalendo col risalire del consumo fino al 1889 in cui dànno un massimo 608 (0,83 di consumo).
Quanto agli assassinii invece e ai loro tentativi dànno il massimo 31 (1888) e il minimo 14 (1876) con cifre medie quanto al consumo del vino (0,82, 0,76). E viceversa al minimo e al massimo di consumo (1882, 1886) corrisponde una cifra media di assassinii[72].
Anche qui devesi notare che per quanto l'alcoolismo sia un fattore influentissimo, pure, anche dove più flagella non colpisce al di là del 77%, e che vi hanno reati come lo spergiuro, il falso, la bancarotta ecc. che non ne sono minimamente influiti.
7. Alcoolismo in antagonismo col crimine.—Anche ci deve colpire il fatto che nei paesi più civilizzati e che pure abusano di alcoolismo, come la Nuova Galles del Sud e anche l'Inghilterra, l'azione sua va facendosi sempre più incerta e lieve.
Ed ora Bosco ci mostra che negli Stati Uniti solo il 20% degli omicidi è dedito all'ubbriachezza, mentre il 70% è anzi temperante (op. cit.).
E già dal bel lavoro di Colaianni, dal mio (Alcoolismo, 1892), sopratutto dalla bellissima monografia dello Zerboglio[73], ciò si tentava spiegare (come si spiega quell'altro fatto contraddittorio che dove è il maggior consumo degli alcoolici, è spesso minor numero di delitti), non perchè l'alcool non porti i suoi terribili effetti sugli individui, ma perchè non se ne abusa che quando la civiltà assai progredita ha dato i suoi frutti, proteggendoci colla maggiore inibizione e attività psichica dai grandi reati; infatti l'Inghilterra, Norvegia, Germania, paesi di massimo consumo d'alcool, dànno come dimostra Zerboglio minori reati della Spagna e Italia che bevono assai meno.
E nella tabella più recente dell'alcoolismo in Europa si vede che alcuni dei paesi che dànno maggior consumo di alcool come, p. es., Inghilterra, Francia e Belgio dànno cifre minori di omicidi.