Il generale comunardo Cluseret, stesso, non ne fa mistero nelle sue Memorie.—«Mai, come a quel tempo, egli scrive, i vinai possono vantare d'aver fatto quattrini». Egli stesso dovette spesso arrestare dei capi di battaglione briachi, non soltanto dalla sera alla mattina, ma ben anco... dalla mattina alla sera.

«Quando le cose volgevano a male per gli insorti assediati; quando i Versagliesi minacciavano da vicino il forte d'Issy, che cosa facevano i difensori? Le taverne e le bettolaccie di quella borgata rigurgitavano di avventori rimbamboliti dall'ubbriachezza. Dentro Asnières, e proprio alla vigilia della sua capitolazione, la guardia nazionale, seguendo la sua lodevole consuetudine, fumava, dormiva, mangiava e beveva».

Laborde cita due veri dipsomani fra i principali comunardi: L... irascibile e vano, condannato più volte per violenze ed oltraggi, e già sospetto d'alienazione; R... membro della Corte marziale e alcoolista, con antecedenze ereditarie; e insieme Genton, già falegname, che presiedette la stessa Corte allorchè giudicò gli ostaggi, rozzo colla fisionomia brutale del beone; Dardelle, governatore militare delle Tuileries, la cui voce era roca per l'alcool, e Protot, delegato al Ministero della giustizia, che del gabinetto del guardasigilli aveva fatto una bettola.

Eguali cause, eguali effetti:—non è guari, l'anniversario della Comune segnava, in una regione del Belgio, il principio di un movimento anarchico, con lontane parvenze politiche, che distruggeva col saccheggio e coll'incendio quelle grandiose fabbriche di vetri, da cui parecchie migliaia di operai ritraevano il sostentamento. Orbene: da calcoli fatti risultò che appunto quella regione partecipò più largamente all'enorme consumo dell'alcool fatto nel Belgio in quell'anno (1884), accertato dalle cifre ufficiali in 500 mila ettolitri, ma probabilmente superiore ai 600 mila ettolitri, cifra che corrisponde al consumo dell'alcool in Italia, che ha una popolazione cinque volte maggiore.

9. L'alcoolismo nell'evoluzione.—Nell'Homme de génie ho dimostrato che una piccola quota di genii e dei loro genitori è alcoolista (Baethoven, Byron, Avicenna, Alessandro Murger), ma questa, più che causa, può dirsi triste complicazione e concomitanza del genio, la cui vasta ed eccitabile corteccia abbisogna di sempre nuovi eccitanti. E fatto parallelo a quello dei popoli che, quanto più civili, specialmente se nordici, più sono preda dell'alcoolismo: che, anche qui, però, non è causa, ma complicazione sventuratamente necessaria della maggiore eccitabilità corticale.

10. Tabacco.—Secondo Venturi i delinquenti offrono il maggior numero di fiutatori di tabacco non solo in confronto de' sani, ma anche de' pazzi stessi (delinquenti 45,80%; pazzi 25,88%; sani 14,32%); e tra i delinquenti le proporzioni crescono tra sanguinari (48%) e assassini rispetto a briganti ladri e falsari (43%).

Tanto nei criminali come ne' pazzi tale uso si inizia—al contrario de' sani—sin nella gioventù; ma mentre nei pazzi esso aumenta nel manicomio—invece nei deliquenti tale uso è antecedente alla detenzione nè viene accresciuto da essa.

Le prostitute di Verona e Capua pigliano tabacco quasi tutte e quelle che non tabaccano fumano[79].

Marambat[80] ha stabilito che la passione del fanciullo per il tabacco lo trascina alla pigrizia, all'ubbriachezza e poi al delitto. Su 603 fanciulli da 8 a 15 anni, 51% avevano le abitudini del tabacco prima della loro detenzione; su 103 giovani dai 16 ai 20 anni questa proporzione è dell'84%; su 850 individui maturi il 78% avevano contratto quest'abitudine prima dei 20 anni. Di questi ultimi—516—individui il 57% entrava in prigione per la prima volta prima di raggiungere i 20 anni, mentre tra gli individui che non avevano mai usato tabacco questa proporzione è solo del 17%. La proporzione degli abituati al tabacco tra gli imputati di vagabondaggio, mendicità, ladroneggio, truffa, ecc. è dell'89%.

Tra gli ubbriachi condannati gli individui dediti al tabacco danno il 74%, mentre gli altri il 43%. E tra i fumatori il numero dei recidivi è 79%—mentre fra quelli che non fanno uso del tabacco è dell'55%. I detenuti sobri che non usano tabacco dànno recidive nel 18%, mentre gli altri, quantunque pure sobri, forniscono il 62%.