Il minimo numero di truffe avviene nelle Marche-Umbria; vengono poi la Toscana, l'Emilia, il Veneto, il Piemonte-Liguria e la Lombardia, regioni ricche. Il Napoletano dà meno truffe di quello che dovrebbe dare in relazione alla sua ricchezza.
| Reati denunciati al P. M. e ai Pretori | |||||||
| (media 1887-89 sopra 100.000 ab.) | |||||||
| Ricchezza media | Furti | Truffe | Grassazioni | Omicidi | Ferite | ||
| Lazio | 3.333 | 639 (IX) | 116 (X) | 18 (X) | 25 (IX) | 519 (IX) | |
| Piemonte Liguria | 2.746 | 267 (V) | 44 (V) | 7 (VII) | 7 (IV) | 164 (IV) | |
| Lombardia | 2.400 | 227 (III) | 44 (VI) | 3 (III) | 3 (I) | 124 (II) | |
| Toscana | 2.164 | 211 (I) | 34 (II) | 6 (IV) | 7 (V) | 165 (V) | |
| Veneto | 1.935 | 389 (VII) | 43 (IV) | 3 (I) | 4 (II) | 98 (I) | |
| Regno | 1.870 | 320 (Vbis) | 49 (VIIbis) | 13 (VIbis) | 13 (VIbis) | 287 (VIIbis) | |
| Emilia | 1.762 | 260 (IV) | 38 (III) | 6 (V) | 6 (III) | 130 (III) | |
| Sicilia | 1.471 | 346 (VI) | 65 (VIII) | 16 (IX) | 26 (X) | 410 (VIII) | |
| Napoletano | 1.338 | 435 (VIII) | 47 (VII) | 6 (VI) | 21 (VIII) | 531 (X) | |
| Marche Umbria | 1.227 | 222 (II) | 33 (I) | 3 (II) | 10 (VI) | 239 (VI) | |
| Sardegna | — | 670 (X) | 113 (IX) | 14 (VIII) | 20 (VII) | 277 (VII) | |
Il minimo di grassazioni è dato dal Veneto e Lombardia (ricche) e dalle Marche-Umbria (povere). Stanno presso la media la Toscana, l'Emilia, il Napoletano, il Piemonte-Liguria. Sardegna, Sicilia povere e Lazio ricca dànno le quote massime.
Solo gli omicidii presentano le minime quote in Lombardia, Veneto, Emilia, Piemonte-Liguria, Toscana, ossia nelle regioni più ricche. Le Marche-Umbria s'avvicinano alla media. Sardegna e Napoletano ne dànno una cifra elevata; mentre al massimo giungono il Lazio e la Sicilia.
Anche i ferimenti hanno un minimo nel Veneto, al quale seguono la Lombardia, l'Emilia, il Piemonte-Liguria e la Toscana. Le Marche-Umbria hanno una quota relativamente piccola; media la Sardegna; alta la Sicilia; massima il Lazio e il Napoletano.
Il Lazio, ricchissimo, presentando il massimo come le Marche povere il minimo di furti, omicidi, grassazioni e ferimenti, parlerebbero chiaro per l'azione corruttrice della ricchezza e della capitale. Se non che associandosi ora la razza, ora il clima alla miseria, aumentano i furti in Sardegna e i ferimenti in Sicilia ed in ambedue le grassazioni, offrendo una completa contraddizione coi primi.
Nè può tacersi che i calcoli di Pantaleoni sono insufficienti non bastando le successioni a darci un'idea della ricchezza nazionale; sapendosi che la più grande parte delle successioni si basa su un catasto antiquato, che l'aggiunta di 1⁄4 per le correzioni in più per le donazioni inter vivos è ipotetica per non dire aprioristica e che egli segue i calcoli di De Foville i quali nulla prova siano applicabili in Italia.
5. Crisi.—Prenderemo noi per punto di partenza le crisi? Il Fornasari (o. c.) l'ha fatto mirabilmente, ma il rapporto delle crisi economiche, commerciali e industriali colla criminalità non risulta chiaro, come già il Bodio aveva fatto temere, mostrandoci le difficoltà e la complessità dei rapporti[101], salvo che per i fallimenti, i delitti politici e i delitti contro il buon costume.
Riassumendo sintenticamente le sue numerose ricerche troviamo:
1º Mentre in corrispondenza al maggior sviluppo industriale si nota un miglioramento della criminalità più grave contro la proprietà, quando si cominciano a verificare delle crisi, la delinquenza contro la proprietà diventa in certo modo stazionaria aumentando nelle sue forme più lievi. Alla crisi, fattasi acuta specie nelle regioni minerarie nel 1885, segue un aumento di grassazioni, di furti qualificati e di quasi tutti gli altri reati contro la proprietà. I falsi però e i reati contro il commercio non risentono nulla delle crisi industriali.