Esercitarono invece una certa influenza sulle truffe che aumentarono da 39,61 a 40,19 durante la crisi del 1885; e da 40,56 a 42,31 e 45,37 nelle crisi del 1888, 1889, ma però senza coincidenza tra il massimo dei reati e l'acme della crisi; e sui reati contro la sicurezza dello stato che diminuirono da 0,61 a 0,45 nella crisi del 1885, e da 0,49 a 0,26 durante la crisi del 1888-89, anche qui però senza coincidenza del massimo e del minimo 0,14, il quale ultimo cade invece nel 1876.

Le crisi hanno una influenza più decisiva nei reati contro il buon costume che dànno il loro massimo, 5,62, durante la crisi del 1889, e una cifra, 4,29, forte relativamente alle anteriori, e anche per sè stessa, durante la crisi del 1885.

Riassumendo le crisi del credito e le conseguenti restrizioni degli affari vengono risentite oltre che dai reati contro il commercio, anche da quelli contro la proprietà e in ispecial modo dai furti qualificati.

2º I reati contro le persone, quando le industrie sono in crisi aumentano celeremente e gli omicidi scemano in ragione minore di quello che non facciano negli anni prosperi. Le crisi commerciali non sono risentite e quelle del credito neppure.

3º I reati contro il buon costume mentre crescono col progredire delle industrie non risentono affatto le crisi economiche.

4º Gli attentati alla sicurezza dello stato e i reati contro la pubblica amministrazione, in particolare le ribellioni e violenze a pubblici ufficiali, subiscono forse una certa influenza delle crisi delle industrie; ma sono affatto indipendenti dalle altre crisi economiche.

Quanto all'influenza delle crisi sulla criminalità del Regno Unito della Gran Bretagna e Irlanda dalle ricerche del Fornasari[102] risulterebbe:

1º I crimini contro la proprietà non risentono o ben poco delle crisi economiche; soltanto quelli contro la proprietà con distruzione dolosa dànno il loro minimo, 161 e 186 (Inghilterra e Galles), durante le crisi del 1873 e 1847, e diminuiscono sempre negli anni delle altre crisi; e così quelli senza violenza benchè meno parallelamente e con eccezione della crisi del 1847, in cui aumentano da 20.035 a 23.571.

Tendono invece ad aumentare durante la crisi i delitti contro la proprietà con violenza (dando il loro massimo, 2286, durante la crisi del 1857), con eccezione però della crisi del 1864-66, durante la quale i furti in Inghilterra rimasero quasi stazionari con tendenza a diminuire.

2º I crimini di falso e contro la circolazione monetaria e quelli contro le persone sono indifferenti alle crisi. Infatti i falsi in atto e moneta se aumentano in Inghilterra e Galles da 406 a 525 e da 911 a 959 durante le crisi del 1847 e 1857, diminuiscono poi da 717 a 587 e da 577 a 504 durante le crisi del 1864 e 1866.